Feed on
Articoli
Commenti

secolo cinese

ho letto il terzo libro di Rampini che mi hanno regalato a Natale: Il secolo cinese, ancora storie sulla Cina e sul suo recente passato

Rampini ci ricorda che il recente boom cinese non fa altro che riportare la Cina a una posizione naturale: prima degli attacchi di metà dell’800 da parte delle potenze occidentali il 60% del PIL mondiale era prodotto in Asia. tra qualche anno semplicemente torneremo ai tempi di Marco Polo

pensate che gli astronomi cinesi “studiano il passaggio della cometa di Halley con dieci secoli di anticipo sugli occidentali. Quando l’impero romano si avvia verso la caduta, quello cinese estende il proprio controllo su un’area geografica che spazia dall’Iran al Vietnam. Nel corso degli ultimi cinquemila anni, quei periodi in cui la Cina non era il “numero uno” mondiale sono stati l’eccezione, non la regola.” … e pensate che la prima dinastia “storica” dell’impero cinese, quella Xia, regna più di mille anni prima della fondazione di Roma

il libro, come sempre godibile da leggere e pieno di notizie, risente dell’origine giornalistica e sembra più un patchwork di articoli che un vero saggio

affascinante il capitolo dedicato alla “lingua delle donne” dove descrive la lingua Nushu (o Nu Shu) “forse l’unica lingua al mondo inventata dalle donne per comunicare esclusivamente tra di loro. Una leggenda vuole che il Nushu abbia 2500 anni e discenda dalle scritte che gli oracoli incidevano sugli ossi; un altro mito racconta di una ragazza che, data in sposa all’imperatore e presto prigioniera della corte imperiale, inventò una scrittura segreta per comunicare con le sue amiche. … Ignorando l’alfabeto degli uomini, inventarono una scrittura originale per tramandarsi le canzoni della nostalgia, per confidare alle amiche i loro pensieri più intimi, le loro sofferenze.”

interessante (e da meditare) anche il parere di un dirigente del gruppo Murdoch (ben introdotto a Pechino): “Per il Partito Comunista la Tv commerciale che facciamo noi è funzionale: è lo svago che serve a tenere buono il popolo. Per questo i leader di questo paese non sono critici: sanno che con il crollo dell’ideologia si è creato un vuoto morale e il partito unico non ha la credibilità per colmarlo … Piuttosto che Falun Gong preferiscono le nostre Tv.”

emily 1441

These Fevered Days - to take them to the Forest
Where Waters cool around the mosses crawl -
And shade is all that devastates the stillness
Seems it sometimes this would be all -

Questi giorni di febbre condurli alla foresta
Dove fresche acque intorno ai muschi filtrano
E solo l’ombra devasta il silenzio -
Sembra talvolta che ciò sarebbe tutto.

Emily Dickinson compone nella casa paterna dove si è reclusa per la seconda metà della sua vita

filtra dai versi il contrasto tra la vita fuori e la vita dentro la casa, contrasto vissuto da Emily tutto all’interno della sua mente

la traduzione è di Giovanni Giudici

uno dei padri del software libero italiano, Angelo Raffaele Meo, e una sociologa, Mariella Berra, analizzano le modalità di collaborazione che hanno portato allo sviluppo di Internet e di sistemi come Linux

il libro Libertà di software, hardware e conoscenza - Informatica solidale 2, incrocia felicemente le competenze tecnologiche e quelle di sociologia delle reti, parlando di politica industriale, del ritardo tecnologico italiano, ma anche dei modelli di cooperazione relazionale proprie dell’informatica solidale

un libro da leggere per chi vuole introdursi al fenomeno del software libero senza perdere di vista le tematiche sociali e politiche coinvolte

Linus, il suo gruppo e milioni di programmatori hanno dato vita sulla rete a forti comunità di pratica, formate dai gruppi che cooperano e partecipano spontaneamente per risolvere problemi comuni.  Non è il modello dell’anarchia, piuttosto quello di un’organizzazione informale cementata da una forte etica weberiana del lavoro e della professionalità. Queste organizzazioni informali, a loro volta, accrescono il senso di identità professionale generando apprendimento organizzativo e alimentando processi di identificazione. Con il loro lavoro i partecipanti alle attività delle comunità di pratica danno luogo a sistemi relazionali di tipo reticolare. In tal modo i processi di apprendimento collaborativo possono [...] favorire la complessiva crescita professionale dell’intera comunità e costruire una rete che può indurre reali processi di innovazione”

sutor open source

giovedì 8 all’IBM Italia Bob Sutor, vice presidente IBM per gli standard e l’open source, ha tenuto una presentazione dal titolo “dodici sfide su standard e open source”

l’evento, organizzato da IBM e dall’associazione Concreta-mente, è stata l’occasione per riflettere sulla situazione di standard e FOSS

purtroppo c’era poca gente: dobbiamo riflettere sulla nostra capacità (intendo del “movimento”, ma anche delle grandi aziende) di coinvolgere i tecnici (specie della PA) su eventi così interessanti

Sutor è stato semplicemente grande: ha parlato con la semplicità dei grandi delle sfide che ci aspettano, riuscendo a condensare in pochi punti espressi con linguaggio piano aspetti anche complessi … che differenza da molti nostri super-esperti che pensano che sia obbligatorio parlare forbito-complesso-astruso!

leggete la presentazione per capire cosa intendo

dei dodici punti mi hanno colpito particolarmente “Don’t stop evangelizing” e “Teach the children“: nel merito sottolineano l’importanza di continuare a diffondere il messaggio FLOSS anche alle nuove generazioni senza chiudersi soddisfatti dei nostri primi risultati; nella forma del messaggio mi affascina la capacità (l’ardire) di usare termini semplici, ma carichi di significati emotivi ed evocativi

grazie Bob!

ciao peppino

trent’anni fa la mafia uccideva Peppino Impastato

trent’anni fa eravamo ragazzi e tutti e due stavamo in DP

come dice Vauro: “Dicono che è finita l’era delle ideologie, ma quello che hanno messo al bando sono le idee: l’idea del diritto contrapposta a quella del privilegio, della solidarietà contro l’egoismo sociale, della partecipazione invece della delega, del valore del lavoro contro quello della speculazione, dell’uomo rispetto al profitto. La voce di Peppino queste cose diceva, e le diceva sorridendo, come chi sa di aver ragione. Trent’anni fa hanno spento quella voce, ma non quel sorriso.”

sentite la forza, la dolcezza e l’ironia delle trasmissioni di Peppino

numeri primi

una interessante opera prima: La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano

originale la trama (con qualche forzatura), una scrittura piana (troppo?), un libro pieno di sofferenza nelle vite di due giovani … insomma discutibile e promettente

“I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospetti e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana.

Alice sorrise al pensiero che quella potesse essere la loro prima mezza verità di sposi, la prima delle minuscole crepe che si formano in un rapporto, dove presto o tardi la vita riesce a infilare un grimaldello e fare leva.

Mattia pensò che rimaneva solo questo, che tutto l’affetto dei genitori si risolve in piccole premure, nelle stesse preoccupazioni che i suoi elencavano al telefono ogni mercoledì: il mangiare,il caldo e il freddo, la stanchezza, a volte i soldi. Tutto il resto giaceva come sommerso a profondità irraggiungibili, in una massa cementificata di discorsi ma affrontati, di scuse da fare e da ricevere e di ricordi da correggere, che sarebbero rimasti tali.”

pari opportunità

quanti blog

interessante ricerca di Universal McCann sulla diffusione di internet e delle applicazioni 2.0: indagine McCann Wave3 (pdf)
trovate qui anche versione SlideShare

i risultati + interessanti (i dati percentuali riguardano gli utenti “attivi” tra 15 e 64 anni, utenti che usano la rete tutti i giorni):

  • l’Asia guida il mercato dal punto di vista della partecipazione, creando + contenuti delle altre aree
  • la piattaforma che aumenta di +: i videoclip, dal 31% del 2006 all’83% del 2008
  • il 57% aderisce a qualche social network
  • il 73% legge blog; i blog sono diventati + di 180 milioni
  • la Cina ha + blog di USA ed Europa insieme
  • i media “sociali” influenzano le scelte dei consumatori

mi hanno particolarmente colpito i dati sugli utenti “attivi” che hanno un blog in Asia: + del 70% in Cina, Taiwan e Corea … davvero un uso di massa!

per i blog in Italia: 8 milioni di lettori, 5.6 milioni di commentatori e 3.4 milioni di autori

Alexis de Tocqueville commenta le recenti elezioni italiane: “Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più rapidamente della civiltà e dell’abitudine alla libertà, arriva un momento in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla vista dei beni che stanno per conquistare.

Preoccupati solo di fare fortuna, non riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene volentieri… Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronirsi del potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po’ di curare gli interessi materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto.

Che garantisca l’ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo mantenimento dell’ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo benessere e da un momento all’altro può presentarsi l’uomo destinato ad asservirla.”

grazie a Diario per la citazione


i giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Queste persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.
(Jorge Luis Borges)

la poesia introduce il libro Senza Patricio di Walter “Uòlter” Veltroni: un libro agile e leggero che mi è piaciuto leggere, sensibile e un po’ ingenuo

confesso che l’idea che un politico “perda” tempo a scrivere narrativa, piuttosto che difendere mafiosi, corrompere magistrati, tenere sulle ginocchia veline e falsificare bilanci, mi fa sperare che ci possa essere un futuro migliore, nonostante il fatto che la maggioranza degli italiani non sia d’accordo con me

“Guardavo il cielo, quella sera c’erano poche stelle. E troppe nuvole. Aspettavo che Patricio ne bucasse una. Non successe. Le luci cominciarono ad affievolirsi e il ghiaccio a squagliarsi.

Non è mai più tornato, da allora. E nessuno ha mai più trovato nulla, né l’aereo, né un segno di lui.

Portava parole e il cielo muto lo ha inghiottito. Le nuvole non lo hanno più lasciato, innamorate di lui. Il vento ci gioca, leggero. …

Chissà in quale posto del mondo, del tempo, della storia si è fermato. Chissà cosa ne è delle lettere che aveva con sé. Quanti amori sono rimasti sospesi, quante amicizie si sono disperse, quante storie e favole sono rimaste nel vento.”

Articoli precedenti »