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volto1ho molto amato marías, specie in “prima della battaglia pensa a me” – non riesco (ancora?) a capire questo suo libro

diviso in tre voluminosi volumi, dopo aver letto il primo ancora non trovo il disegno, il quadro – lunghissime descrizioni e continue divagazioni del/sul protagonista sembrano una cortina fumogena a nascondere qualcosa

notevoli i continui riferimenti alla guerra civile spagnola : quanto profondamente ha inciso sull’anima degli spagnoli? – noiosi, inutili e stucchevoli invece i continui giochi di parole sulle traduzioni tra inglese e spagnolo

“Che non mi respinge o respingerebbe o non mi avrebbe respinto è qualcosa che vedo nei suoi occhi, come l’ho visto in quelli di altre donne da qualche anno senza sbagliarmi – da giovani si è piú miopi o piú astigmatici e piú presbiti, tutto allo stesso tempo.”

“Niente si concede tanto né tanto perfettamente come le parole. Uno le pronuncia e all’istante si distacca da loro e le lascia in possesso, o meglio in usufrutto, a chi le ha ascoltate. Questi può sottoscriverle, per cominciare, e ciò già non è piacevole perché in un certo senso se ne appropria; o respingerle, che non lo è nemmeno; però soprattutto può trasmetterle a sua volta illimitatamente, citando la fonte o facendole sue secondo quanto gli convenga, secondo la sua correttezza o a seconda che voglia perderci o denunciarci, dipende dalle circostanze …”

“Parlare, molto piú che pensare, è quello che tutti hanno a portata (mi riferisco a quel che ha a che fare con la volontà, insisto, e non al lato organico puramente, o fisiologico); ed è questo quello che condividono e hanno condiviso sempre i cattivi con i buoni, le vittime con i boia, i crudeli con i compassionevoli, i sinceri con i mentitori, i pochi svegli con i molti sciocchi, gli schiavi con i padroni e gli dei con gli uomini.”

tristi tropici

levi-straussun libro molto particolare e vario: una parte iniziale dove l’autore racconta le scelte della sua giovinezza con un’aria saccente e insopportabile e con considerazioni universali piene dell’arroganza della (cattiva) cultura francese

una lunga parte centrale dedicata agli studi delle popolazioni indigene del brasile interno, affascinanti viaggi mai più ripetibili nello spazio incontaminato e nei tempi preistorici ancora vissuti allora da quelle tribù

infine alla fine del libro vengono esposte considerazioni generali su varie civiltà, alla ricerca di fattori comuni che ne spieghino i diversi livelli di sviluppo e le diverse fasi

il libro risente di una traduzione arcaica (quanto invecchiano velocemente le lingue!), ma contiene alcune bellissime preziose idee  annegate nei mille dettagli dei viaggi etnografici dell’autore

[le citazioni scelte sono andate perdute nella distruzione del mio kobo :-) ]

here are my slides on Sandbox Big Data project, presented at IAOS 2014 Conference in Da Nang (Vietnam)

imagealcune novità dalla conferenza iaos (international association for official statistics) 2014:
– big data: in tutte le salse, in tutte le sessioni si è parlato dell’uso dei big data nella statistica ufficiale: molte riflessioni interessanti, qualche banalità e qualche domanda ingenua, comunque i big data restano al centro della discussione di questi anni nella statistica ufficiale
– open data: anche il giappone si lancia negli open data, che diventano parte della politica ufficiale di dissemination per l’istituto giapponese
– ho assistito a una presentazione sull’uso di gsbpm per standardizzare le statistiche in vietnam !! per il gruppo di persone che da dieci anni ci lavora è una vittoria culturale notevole
– il mondo affronta tutto gli stessi problemi e non mancano sorprese: che l’australia abbia oggi un tasso di risposta sul web dalle famiglie (23%) inferiore a quella (33%) raggiunta dall’italia nel censimento del 2011 ribalta molti luoghi comuni sulle classifiche sulla digitalizzazione delle nazioni

dalla sessione finale della conferenza andiamo direttamente all’aeroporto di da nang, dove prendiamo con colleghi neozelandesi, ungheresi e italiani (di agenzie onu) l’aereo per ho chi minh city – nel grande hub della vecchia saigon passiamo dal terminal nazionale, che ricorda una moderna stazione di autobus asiatica, al luccicante terminal internazionale dove le nostre strade si separano
nel lungo viaggio aereo verso abu dhabi capito vicino a una esile vietnamita che mi spiega in uno stentatissimo inglese che sta andando in svizzera dalla sorella per studiare francese – ha 27 anni, ne dimostra 17 ed è al suo primo volo aereo
durante il volo si mette a piangere, spaventata da un mondo che non conosce – provo a consolarla e a distrarla spiegandole come prendere la coincidenza ad abu dhabi, ma capisco che un aeroporto internazionale esteso come quello, pieno di convenzioni linguistiche a lei ignote, la spaventa
allora le dico che la accompagno al suo volo e smette di piangere – all’atterraggio le faccio vedere la manovra dalla “camera” del suo schermo e poi, una volta scesi, camminiamo insieme nel labirinto dell’aeroporto fino al suo gate
mi ringrazia e mi commuovo e penso al futuro suo e di questi milioni di nuovi migranti che in pochi giorni saltano da villaggi senza tempo al nuovo mondo globalizzato, complesso e cangiante – questo è il futuro in cui vivranno i nostri figli

IMG_20141006_143255e poi quando la conference entra nel vivo non si riesce neanche a scrivere il blog – gli orari sono speciali: dalle 8:30 alle 18:30 e per due sere ci sono cene organizzate, la prima per gli invited speaker e poi, per tutti, la gala dinner

il livello degli interventi è buono e bisogna approfittare dei coffee break per avere contatti: parlo così con marocco, palestina, unodc, paris21, abu dhabi, ungheria … – mercoledì sera la cena ristretta ci mettiamo al tavolo i tre italiani con laos, corea e hong-kong

giovedì, presentazioni una dopo l’altra, nel pomeriggio tengo la mia sulla nostra sandbox dove giocare con i big data (carico la presentazione nei prossimi giorni) – la presentazione va bene, prima sono un poco teso, ma è quell’ansia giusta che mi stimola a fare bene … durante la presentazione non vola una mosca! :-)

IMG_20141009_193503la sera poi non possiamo perderci la gala dinner, un enorme buffet con tavoli quasi al buio, con annesso spettacolo di folklore vietnamita – alcune esibizioni molto interessanti e spettacolari, altre meno

sullo sfondo il mare, sempre mosso, e in cielo una splendida luna piena giallastra – ceno a un tavolo dove gli altri sono tutti arabi e dove mi do a birra e gassosa

IMG_20141007_100901martedì mattina con il pullman dell’albergo vado a hoi-an, una cittadina a 25 km a sud di da nang, dichiarata dall’unesco patrimonio dell’umanità – la cittadina è stato nel primo secolo il più importante porto del sud-est asiatico, centro di commercio delle spezie e dei tessuti

le stradine della cittadina sono ben conservate, anche se piene di negozietti: contrariamente a molte città turistiche anche italiane, qui vengono venduti in maggioranza prodotti locali, evitando quell’effetto omologazione per cui si trova in tutto il mondo la stessa chincaglieria per turisti

cammino per più di due ore nelle strade sotto una fastidiosa pioggia intermittente, tra turisti, motorini e i mille richiami dei venditori di tutto – carino il mercato locale, dove i turisti non entrano e si può assistere a IMG_20141007_114854scene di vita quotidiana locale

hoi-an dà l’idea di come il vietnam abbia una notevole potenzialità turistica grazie alla storia millenaria e a una natura in buona parte da scoprire

dopo pranzo al convegno, registrazione e continuano gli incontri con gli istituti di statistica di mezzo mondo – i colleghi vietnamiti girano come trottole correndo dietro alle mille incombenze di un convegno, ma tutto funziona bene senza particolari problemi

IMG_20141006_103348da nang è una città in gran parte moderna con ampie strade, milioni di motorini e negozi che saltano da vecchi caffè a modernissimi mall – lunedì mattina scappo a vedere il museo della civiltà champa, un regno che dal 200 al 1700 ha dominato nell’area: belle le statue in pietra, simbolo di un unione tra la civiltà indiana e quella locale, bello il museo, uno dei pochi resti presentabili della dominazione francese

nel pomeriggio lunga riunione con i colleghi del gso locale, impegnatissimi nell’organizzazione di iaos 2014, un evento non semplice da organizzare al di fuori delle solite nazioni – durante la riunione scappano considerazioni sulle diverse culture, su quanto sia difficile per loro dire “no” e su quanto noi europei iniziamo a lavorare tardi (anche la conferenza inizierà alle 8:30, orario da noi inconcepibile)

IMG_20141006_105734l’albergo è direttamente sulla spiaggia, larga e con sabbia finissima, ma il mare è ostile, onde molto forti, il bagnino proibisce a chiunque di entrare nell’acqua più alta di 60-80 cm, questo mare nessuno potrebbe chiamarlo “mare nostrum”

da nang è tristemente famosa per essere stata nella guerra del vietnam la più usata base aerea usa: pensate che durante la guerra fu per un anno l’aeroporto più trafficato del mondo, con oltre 2500 movimenti giornalieri

(nella foto sotto, l’altare ideale per noi adoratori del seno femminile, venerato come simbolo di fertilità anche nella cultura cham)

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