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esraccolta di racconti di murakami haruki in cui troviamo in nuce tutti gli elementi che lo scrittore svilupperà nei suoi fortunati romanzi – questi racconti sembrano proprio una palestra dove personaggi e situazioni vengono sperimentati, testati, come per creare una galleria da cui poi attingere

in molti racconti il magico, l’irreale, l’assurdo  irrompono nelle vite di giovani giapponesi e ne sconvolgono tempi e significato – il lettore è portato ad attendersi ad ogni pagina qualche avvenimento “non-normale” che cambi per sempre la vita dei protagonisti e ci riveli il fragile equilibrio delle nostre vite

anche in questi racconti la musica, il sesso, i rapporti familiari e di coppia definiscono i contorni dei personaggi

“Naturalmente un elefante non lo si fa in una volta sola, lo stabilimento è diviso in tanti settori, ognuno caratterizzato da un colore diverso. Quel mese io ero assegnato al settore-orecchie – fabbricavo orecchie tutto il tempo – e lavoravo nell’officina con il soffitto e i pilastri gialli. Anche i caschi e le tute erano gialle. Il mese precedente ero nell’officina verde, portavo un casco verde, indossavo una tuta verde, e facevo teste.”

“Dopo aver parlato di queste belle cose, avremmo potuto pranzare insieme, andare a vedere un film di Woody Allen, fermarci al bar di qualche albergo a bere qualcosa. E con un po’ di fortuna, magari finire insieme in un letto.
Una tale possibilità bussava alla porta del mio cuore.”

“Parlando, me ne era passata la voglia, non mi importava più.
Dopo la vicenda della scomparsa dell’elefante, mi succede spesso. Mi viene il desiderio di fare qualcosa, ma non riesco a capire che differenza ci sarebbe tra l’agire e il non agire, quali risultati ne deriverebbero nell’uno e nell’altro caso. A volte sento che le cose intorno a me perdono il loro giusto equilibrio, ma può darsi che si tratti di una mia impressione. Può darsi che sia dentro di me che da allora qualcosa ha perso il suo equilibrio, e che sia questa la ragione per cui la realtà esterna mi appare distorta.
Forse tutto dipende da me.”

Leoni_al_soleun anno fa vittorio, il nonno di arianna, se n’è andato – si era scocciato di questa vita che non gli dava più i piaceri di cui era ghiotto

lo ricordo con una sua poesia e con una foto del film su positano cui aveva partecipato da ragazzo, “leoni al sole” (vittorio è  a sinistra)

 

Somiglianza

 

Chi non si è messo

nel binocolo la luna

non conosce

il rotondo cuore delle donne.

 

Nella luna

ingrandita poco più di una spanna

ci sono sogni

speranze

sortilegi.

vaccaricarlo:

Pienamente d’accordo!

Originally posted on Il nuovo mondo di Galatea:

Dedico questo post al cartello “Non abbiamo un wifi, parlate fra di voi” che ho visto comparire in numerosi esercizi commerciali, ed anche postare su internet come se si trattasse di una esilarante battuta.

Premetto: io di solito quando vado fuori e sono in compagnia è raro che tiri fuori il cellulare per chattare o messaggiare, o anche per telefonare, perché trovo una forma di maleducazione, quando si è a tavola con altri, isolarsi. Se però c’è una molla che potrebbe spingermi a tirare fuori lo smartphone ed ostentatamente usarlo in un bar o in un ristorante, anche consumando l’intera scheda personale, è proprio un cartello come quello, che secondo me, oltre ad essere abbastanza stupido, è anche il sintomo del pauroso arretramento culturale del nostro paese.

Caro gestore che appendi il cartello, io rispetto la tua decisione di non fornire ai tuoi possibili clienti il wifi gratis, che è…

View original 595 altre parole

SUSANnon sapevo che susan sontag, raffinata intellettuale americana, avesse scritto un romanzo ambientato a napoli nel ‘700 – di lei conoscevo “la malattia come metafora” e “sulla fotografia”, saggi contemporanei e di attualità

il libro inizia raccontando la vita di sir william hamilton, console inglese a napoli alla fine del secolo dei lumi, appassionato collezionista (di tutto) e appunto amante del vulcano – il vesuvio, oggetto dello studio e di molte escursioni del cavaliere,  fa da sfondo alla vicenda con i suoi brontolii e le sue periodiche disastrose eruzioni

entrano poi in scena la seconda moglie del cavaliere, emma hamilton, considerata la più bella donna del tempo, e infine il più famoso ammiraglio inglese di sempre, il trionfatore di trafalgar horatio nelson – lo scandaloso (per il tempo) amore tra la ex-popolana e l’eroe viene raccontato con gli occhi del vecchio marito, rassegnato e quasi complice

la storia usa come sfondo prima la oscena corte dei borboni di napoli e poi la tragica rivoluzione del ’99 con le incredibili violenze perpetrate dal popolino sobillato dal cardinale ruffo – ritroviamo qui i personaggi che avevamo incontrato ne “il resto di niente

proprio la eleonora pimentel fonseca partecipa alla chiusura del libro, dove quattro donne protagoniste commentano la storia e le loro vite con attente riflessioni sul ruolo delle donne e sulle differenze di genere – sparsi nel libro si trovano commenti contemporanei dell’autrice, che obbligano il lettore a “saltare fuori” dal testo

“Era più grande di Roma, era la città più ricca e la più popolosa della penisola italiana e, dopo Parigi, la seconda città del continente europeo, era la capitale delle catastrofi naturali e aveva il sovrano più indecoroso e plebeo, i gelati migliori, i più felici perdigiorno, la più insulsa indolenza, e, fra i giovani aristocratici, il maggior numero di futuri giacobini. La sua baia incomparabile ospitava pesci bizzarri, oltre alle consuete ricchezze. Aveva strade lastricate di blocchi di lava e, a pochi chilometri di distanza, i resti sinistramente intatti, da poco riscoperti, di due città morte.”

“… una rivoluzione immobilizzata perché tra i suoi capi, che riconoscono pienamente la necessità di riforme economiche, ci sono sia radicali che moderati, e né gli uni né gli altri riescono ad avere il sopravvento. Una rivoluzione che non ha tempo per risolvere tutto.
Una rivoluzione del genere non ha alcuna possibilità. Anzi è il modello classico, confezionato in quel decennio, e da allora molte volte riutilizzato, di una rivoluzione che non ha alcuna possibilità. E passerà alla storia come ingenua. Di buone intenzioni. Idealistica. Prematura. Il tipo di rivoluzione che dà, per alcuni, un buon nome alla rivoluzione; e a tutti gli altri conferma l’impossibilità di un potere privo della volontà di repressione.
Naturalmente il futuro darà ragione a quei patrioti. Il futuro farà di questi capi della Repubblica Vesuviana destinati al fallimento degli eroi, dei martiri, dei precursori. Ma il futuro è un altro paese.”

“Il Cavaliere si è ritirato nel suo studio e legge, cercando di non pensare a quello che gli succede intorno – una delle principali funzioni d’un libro.”

“Come sono calde le loro mani. Lo hanno preso tra le braccia. Sente il fruscio della stoffa. Quella a sinistra è sua moglie. Riesce a sentire il suo seno. E quello dall’altro lato è il suo amico. Lo tiene col braccio sinistro. Spera di non essere troppo pesante per loro. C’è un grande spazio cavo nel suo petto dove prima c’era il dolore.
È fuggito dalle segrete del pensiero. Si sente euforico. S’arrampica. È una salita faticosa. Ma non c’è più bisogno di scalare la montagna. S’è arrampicato. Come per levitazione. Ha guardato in su per tanto tempo, e ora può guardare in basso da questo punto elevato. È un grande panorama.
Questo è dunque morire, pensò il Cavaliere.”

“Ero abbastanza forte da capire cosa mi avrebbe dato la possibilità di proteggermi. Talvolta dovevo dimenticare di essere una donna per raggiungere il meglio di cui ero capace. Oppure mentivo a me stessa su come sia complicato essere donna. Così fan tutte, compresa l’autrice di questo libro.”

due di vargas

fred_vargaspenso di aver letto quasi tutti i libri di fred vargas (recensiti qui qui e qui) e ultimamente ne ho letti alcuni che non ho recensito: non hanno spostato il giudizio positivo sulla scrittrice, certamente interessante da leggere, ma mi hanno dato modo di focalizzare alcuni topos narrativi da lei spesso usati

nei suoi libri ad esempio gli omicidi sono quasi sempre conseguenza di avvenimenti remoti: non esiste l’omicidio di impulso, c’è sempre una ragione remota, spesso legata alla famiglia, per cui avviene il fattaccio – spesso poi l’ultimo crimine viene collegato, dal geniale adamsberg o dai tre evangelisti, ad altri crimini remoti rimasti impuniti che sono stati accennati nello sfondo

questo collegamento remoto è spesso accompagnato da qualche connessione con archetipi lontani nel tempo o immaginari, come ad esempio la peste o i licantropi (l’autrice è una archeologa di professione)

altra costante: quasi sempre c’è da subito un indagato che quasi tutti ritengono colpevole; nel corso della narrazione la sua posizione si ingarbuglia sempre più,  fino a che l’eroe positivo non svela la verità – a volte la agnizione finale è preceduta da un finto disvelamento, quasi un pre-finale che trae in inganno quasi tutti i protagonisti e i lettori

“Ma se capitava che le sue idee fossero in disaccordo con la vita, poteva anche restare muto per due giorni. Probabilmente aveva idee troppo dense, o desideri impossibili da realizzare.”

“Aveva lasciato il suo vecchio alloggio senza alcun rimpianto, contento di poter ricominciare. L’idea di ricominciare l’aveva sempre attirato molto più che dell’idea di continuare. Giunto in vista di rue Chasle, Vandoosler si fermò a considerare compiaciuto quella nuova zona della sua esistenza.”

“L’unico pensiero che gli venne fu che si sentiva nudo sotto i vestiti, come spesso accadeva quando non la vedeva da un po’. Nudo sotto i vestiti, condizione naturale di ogni uomo.”

“«Sai, Camille, che la magniloquenza non ha mai cavato dai guai nessuno?»
«Sì, lo so. È la mia dose di imbecillità che a volte mi fa magniloquire. O parvoloquire.»
«Non cresce niente sul magniloquio, sul parviloquio o sul soliloquio.»
«Su che cresce qualcosa?»
«Sul riflettiloquio!»”

“Danglard riappese tristemente, tornò al tavolo e accese il computer, che trillò in tono un po’ troppo allegro nei suoi pensieri cupi. Sono cretini, i computer, non si adeguano a niente.”

memorienon ho mai avuto esperienze con prostitute: da una parte la “rivoluzione sessuale” degli anni ’70 e dall’altra la nostra educazione sessuale condizionata (spesso piacevolmente) dalle compagne femministe, hanno evitato alla mia generazione quello che prima era un  passaggio obbligato di iniziazione

sono però (o dunque? ) curioso sul fenomeno: esistono donne (o uomini) che lo fanno liberamente? come/quanto è diverso dal sesso che facciamo noi? diverse sensazioni? … ci riuscirei?

e così mi sono messo a leggere questo libro: una ragazza dell’800 della campagna americana che usa il sesso per salvarsi dalla vita grama che le si prospetta – fugge con un uomo e quando lui la abbandona inizia a vendersi pur di non tornare nella povertà

il libro racconta con franchezza le vicissitudini della protagonista tra piccoli e grandi avvenimenti che la portano a gestire un suo casino dove gestisce con successo le sue “ragazze” – il libro è una requisitoria contro l’ipocrisia borghese su sesso e famiglia tipica di quei tempi … ma molte considerazioni sulla falsa moralità sono valide ancora oggi!

“Tutte queste chiacchiere mi davano un’idea della vita matrimoniale dei borghesi americani, un’idea che non mi entusiasmava gran che, ma nemmeno mi rattristava. Certuni sembravano far le cose in modo naturale, altri erano degli inetti, ma costoro, molto probabilmente, erano degli inetti in qualsiasi altra cosa facessero. La gente che fallisce nella vita sessuale, spesso fallisce in tutto il resto, a meno che sostituisca il sesso con la smania del potere.”

“Emma non aveva famiglia – non sapeva che farsene, della razza umana. Immagino che siano stati gatti e cani a godersi quei milioni. La gente che va pazza per gli animali vede la vita come un mucchio di stronzi di cani.”

“… ho sempre cercato di vedere il quadro nel suo insieme. Tutti quanti, etichettati e non. Parole come “buono” e “cattivo” non hanno mai avuto molto significato, per me, come pure le parole “rispettabile” e “non rispettabile”. Vedevo la gente semplicemente come tale, nascere, crescere, chiavare, mangiare, amare, desiderare, perdere, esser triste, invecchiare, odiare, morire. Certe volte era troppo, e non potevate farci nulla, vi sareste spezzati il cuore. A volte non si vedeva che senso vi fosse ad andare avanti. Sarebbe stata sempre la stessa cosa, sempre la stessa cosa. Ma io andavo avanti ugualmente. Rimasi sulla breccia tutto il tempo. Era amore per la vita, sinceramente, il piacere di vedere che cosa c’era sotto il prossimo piatto, voltato il prossimo angolo.”

adoclareieri un caro amico si è sposato con una ragazza cinese di hong-kong in una bellissima tenuta ai castelli – la cerimonia è stata un misto delle varie culture, condita con un tocco di mondializzazione

il matrimonio ufficiale si è già tenuto settimane fa, qui hanno organizzato una “location” all’americana con tenda bianca sul prato dove gli sposi e alcuni amici hanno tenuto  dei discorsi – le amiche cinesi hanno preparato un disegno di un albero sul quale gli invitati hanno disegnato le foglie usando le impronte digitali e inchiostri colorati – la cena (ottima) è invece stata tipicamente italiana, dai fritti di antipasto fino ai dolci di frutta

anche per il dress code si andava dal vestito “internazionale” della sposa al bellissimo abito cinese della madre della sposa al tradizionale “europeo” dello sposo alla estrema varietà degli invitati

questo mix di culture e usanze mi piace molto, penso che tutti abbiano qualcosa da guadagnare da questa esposizione a mondi diversi – e penso quanto potrà essere più interessante il mondo quando le prossime generazioni di umani, più spesso inevitabilmente di sangue misto, reinventeranno le usanze di genitori e nonni

in un mondo così meticcio qualcuno si potrà ancora permettere di essere razzista?

yesterday a dear friend was married to a chinese girl in a beautiful estate in “castelli romani- the ceremony was a mixture of different cultures, flavored with a touch of globalization

the official marriage has already been taken weeks ago, here they organized an american-like “location” with white tent on the lawn where the bride and groom and some friends gave speeches - chinese friends prepared a drawing of a tree on which the guests drew the leaves using fingerprints and colored inks - dinner (excellent) was instead typically italian, from fried appetizer to desserts fruit

also for the dress code was “international” for the bride, chinese for mother of the bride,  traditional “european” for the groom and highly variable among the guests

i really like this mix of cultures and customs, i think that everyone has something to gain from this exposure to different worlds - and i imagine how the world will be most interesting when the next generations of humans, most often inevitably mixed race, will reinvent the customs of parents and grandparents

in this future world so half-breed, will someone still be able to be racist?

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