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speranza di vita

life expetancy italy - Google Search 2014-12-14 17-56-46lunga discussione l’altra sera su questo grafico: speranza di vita per alcuni paesi – l’italia è seconda al mondo di poco dietro al giappone, il distacco degli usa è crescente a partire dagli anni ’80

il grafico mostra che in questi anni la speranza di vita in italia è aumentata di quasi tre mesi all’anno – di certo un ottimo indicatore di qualità della vita

i risultati oggettivi (oltre che l’immaginario di moltissimi non-italiani) ci dicono che siamo uno dei paesi al mondo con la migliore qualità della vita – ma allora perché stiamo sempre a parlare male dell’italia e del suo sistema sanitario?  … perché ci lamentiamo sempre?

tunisi 2014

IMG_20141210_122651tre giorni a tunisi per un meeting di statistici africani: accolti da una pioggia battente e da temperature invernali, abbiamo partecipato a statcom2014, una riunione dei direttori degli istituti di statistica del continente

particolare trovarsi in netta minoranza: saremo una ventina di “bianchi” su circa 300 persone – guardo con curiosità i modi di fare dei colleghi africani, così diversi e così uguali ai nostri

anche le caratteristiche fisiche di alcune donne mi ricordano tempi remoti e i luoghi da dove tutti proveniamo – in mille incontri ai margini del convegno piantiamo i semi di future collaborazioni

il clima resta freddo per tutti i giorni e resto recluso nell’albergo del convegno,  a meno di una fuga in centro per un panino alla medina e un incontro con l’ambasciatore

weekend a roma

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ieri la fantastica mostra su cartier-bresson all’ara pacis è l’occasione per riempirsi gli occhi di bellissime composizioni e per studiare la vita avventurosa del grande fotografo che in quasi cento anni ha fatto e visto di tutto, a partire da una torrida storia di sesso con la signora crosby, libertina inventrice del reggiseno

stamattina ancora visite: prima il magico cimitero acattolico di testaccio, dove ci fermiamo davanti alle tombe di shelley, keats e gramsci – troviamo anche la tomba di gregory corso: a proposito di gradi di separazione, abbiamo dormito nello stesso letto a qualche anno di distanza

il cimitero è bellissimo in una luce invernale radente – poi un salto al museo di porta san paolo e a casa: nel pomeriggio si vola a tunisi

ulderico-br-scorta-moro-moglie-mortisono andato a vedere lo spettacolo di ulderico pesce “moro: i 55 giorni che cambiarono l’italia”: in un lungo monologo l’attore recita con la voce di ciro, giovane fratello di uno degli uomini della scorta uccisi a via fani

i 55 giorni sono rimasti nella memoria di tutti noi e hanno cambiato molte cose in italia, anche all’interno della sinistra italiana – molti dubbi sulla versione ufficiale vengono elencati nello spettacolo: resta chiara la necessità di scoprire la verità, dopo tanti anni e tante altre stragi senza colpevoli

sembra chiaro a tutti che le brigate rosse siano state come minimo “usate”, se non telecomandate, da poteri oscuri – date un’occhiata alla pur neutralissima voce di wikipedia, che elenca tutti gli elementi non risolti

grazie anche all’impegno di gero grassi, quest’anno è stata istituita una commissione parlamentare d’inchiesta sul caso, l’ennesima – resto convinto che la ricerca della verità abbia bisogno di una desecretazione di tutti gli atti, in modo che si possa conoscere (sempre troppo tardi) la verità

se siete d’accordo, firmate la petizione per l’eliminazione del segreto di stato su tutti i documenti sul caso moro (lo spettacolo è ancora a roma al teatro lo spazio dal 2 al 14 dicembre)

l’occhio della mente

oliversachsquello che mi piace dei libri di oliver sacks è la grande empatia che il medico ha con i suoi pazienti : ogni caso è descritto con una piena partecipazione, il medico parla sempre a lungo con i suoi pazienti e ne conosce la vita e le particolarità

in questo libro sacks racconta storie sui pazienti che hanno problemi di vista e sulle meravigliose compensazioni che spesso il nostro cervello mette in atto – interessante anche la descrizione dei problemi dello stesso autore, di certo un punto di vista privilegiato, eppure vissuto con simpatica umanità come uno di noi

“Al piano, Lilian in un primo momento annaspò, prendendo le note sbagliate; sembrava ansiosa e confusa. «Dove sono?» si lamentò, e io ebbi un tuffo al cuore. Poi, però, orientandosi sulla tastiera, cominciò a suonare splendidamente – e la melodia si librò nell’aria, struggendosi e avvolgendosi su se stessa.”

“Qualche anno dopo la pubblicazione del Tractatus di Wittgenstein, il suo amico Piero Sraffa fece un gesto – schioccò le dita – e chiese: «Qual è la struttura logica di questo?». Wittgenstein non seppe rispondere.”

“In alcuni pazienti con afasia espressiva la musicoterapia è preziosa; quando scoprono di poter cantare le parole sulla melodia di una canzone, si sentono rassicurati: non hanno perso completamente il linguaggio, hanno ancora accesso alle parole che sono da qualche parte dentro di loro.”

“Changizi et al. hanno scoperto invarianti topografici simili in tutta una gamma di ambienti naturali, e questo li ha indotti a ipotizzare che le forme delle lettere «siano state selezionate per ricordare gli insiemi eterogenei di contorni presenti nelle scene naturali, attingendo quindi dai nostri meccanismi preesistenti di riconoscimento degli oggetti.”

tirana novembre 2014

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tre giorni a tirana per una serie di riunioni con il locale istituto di statistica, con alcuni partner internazionali e con la nostra ambasciata – sono passati quindici anni da quando sono venuto qui la prima volta durante la crisi del kosovo : allora ci trovammo a gestire una tendopoli di profughi con più di mille persone
oggi tirana è irriconoscibile : giardini curati, strade quasi normali, negozi scintillanti, nulla a che vedere con la disperazione degli anni ’90 – ogni volta che vengo trovo qualche miglioramento,  fa davvero piacere vedere che “si può fare”
molto positivo il bilancio delle riunioni con l’ ambasciata: quando i nostri rappresentanti all’estero sono motivati e appassionati, fare squadra (fare sistema) diventa facile e noi italiani quando siamo uniti siamo fortissimi
il mio bisnonno ha lavorato tanti anni in albania a progettare ferrovie… qualcosa di genetico? – nella foto il festival della pizza proprio davanti alla piramide che doveva servire da mausoleo per uno dei più paranoici dittatori del xx secolo

Auschwitz_I_entrance_snowstorie parallele di rudolf (hoss) e hanns (alexander) : il primo è il comandante di auschwitz, il primo e più famoso lager nazista, il secondo è un ebreo tedesco fuggito in inghilterra che gli dà la caccia alla fine della guerra

i due protagonisti vengono seguiti nelle loro vite parallele, nelle loro giovinezza e nel loro diventare adulti, fino al loro ingresso da protagonisti nella seconda guerra e fino al loro incontro finale – il libro, scritto da un nipote di hanns, si concentra sugli aspetti umani dei due, raccontandone le vite private negli aspetti meno noti

impressionante il racconto della pianificazione direi ingegneristica delle modalità di uccisione degli ebrei, considerato un semplice problema di ottimizzazione – un resoconto forte di come migliaia di uomini crearono, “obbedendo agli ordini dei superiori”, il più efficiente metodo di assassinio mai concepito

“Il campo di Auschwitz all’inizio venne progettato come una struttura dove tenere in quarantena i prigionieri polacchi malati di tifo. Tuttavia, adesso Berlino lo voleva usare per ospitare i detenuti politici locali, arrestati dal Governo generale della Polonia, la struttura burocratica che i tedeschi avevano creato per governare il Paese.”

“Seduto dietro la sua scrivania, Himmler andò subito al sodo. «Il Führer ha ordinato che sia dato inizio alla Soluzione finale del problema ebraico, e noi – le SS – dobbiamo eseguire quest’ordine. Gli ebrei sono gli eterni nemici del popolo tedesco, e devono essere spazzati via dalla faccia della Terra. Tutti gli ebrei su cui possiamo mettere le mani durante questa guerra devono essere sterminati, senza eccezioni. Se non riusciremo a distruggere le fondamenta biologiche del popolo ebraico adesso, allora un giorno saranno gli ebrei a distruggere il popolo tedesco». Himmler continuò con le istruzioni: dato che era situato su un’importante linea ferroviaria, ma era comunque isolato e quindi nascosto a occhi indiscreti, aveva scelto Auschwitz per portare a termine questo importante compito. “

“Rudolf aveva ormai “risolto” il problema presentatogli da Himmler: trovare una tecnica per uccidere centinaia di migliaia, forse milioni, di persone. Come avrebbe scritto più tardi: «Mi ero tranquillizzato». “

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