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A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. (Primo Levi)

per non scordare

nel trecento la sardegna era divisa in quattro giudicati, piccoli stati autonomi – uno dei quattro, quello di arborea fu retto da una donna, la giudicessa eleonora, ultima regnante indigena dell’isola

eleonora, che riuscì a riunire sotto la sua bandiera i popoli sardi e a sconfiggere anche gli aragonesi, è anche famosa per il codice di leggi carta de logu, una sorta di costituzione restata in vigore fino all’800

nella biografia viene descritta la vita nella piccola corte sarda e i continui contatti e scontri con il regno di aragona e con genova, pisa e il papato – eleonora fu portata via dalla peste che sconvolse in quei decenni l’europa

“Da tempo erano cessati il belato delle greggi che ora dormivano negli ovili e il rintocco delle campane cittadine che per tutto il giorno avevano suonato a morto. Perché la peste era arrivata anche a Oristano, portata in Sardegna da una nave proveniente da Valencia, e la gente del popolo moriva, morivano i majorales e i funzionari, i i pastori, i contadini, i mercanti, i soldati e i marinai. Brancaleone e Mariano non erano stati colpiti dal morbo, ma Eleonora aveva pianto molti vecchi amici, molti fedeli collaboratori. La sua corte, al Palazzo Giudicale, si era spopolata.
Adesso era stanca. Poggiò la testa grigia sulle braccia incrociate sul davanzale e subito la colse un sonno leggero, in cui i rumori provenienti dalle stanze al pianterreno del Palazzo si confondevano con le immagini del sogno.”

homo sapiens a roma

siamo stati con a. (5 anni e mezzo) a vedere la bella mostra “homo sapiens – la grande storia della diversità umana”, da un’idea di luigi luca cavalli sforza (di cui ho già recensito libri qui e qui)

la mostra, al palazzo delle esposizioni, vuole raccontare la storia del viaggio dell’uomo che, partito dal centro dell’africa 200.000 anni fa, ha colonizzato l’intero pianeta con la grande varietà di popoli e culture di oggi

interessante la storia dell’evoluzione della specie homo che riporta le più recenti scoperte, come la presenza nel nostro patrimonio genetico di geni provenienti dal neanderthal o la compresenza per migliaia di anni di due o tre diversi specie “homo” in molti territori (contesi?)

mi colpisce e mi piace scoprire che, da quando ho letto una dozzina di anni fa la fondamentale “storia e geografia dei geni umani“, molte scoperte si sono aggiunte, tra cui anche una nuova specie “homo, e anche la tempistica dell’evoluzione e delle migrazioni sono state modificate

la mostra è davvero ben fatta e adatta anche a bambini (a. ha resistito per più di due ore), ma la prima parte è forse troppo tradizionale, “spiegata” – meglio sarebbe stato introdurre da subito alcune innovazioni interattive, presenti solo nel’ultima parte della mostra

da vedere, fino al 9 aprile

turchia 2012 – 1

fatta prima missione ad ankara per un progetto di cooperazione su “data quality” con il locale ministero delle finanze

stiamo organizzando un seminario ad aprile dal titolo “opening financial data in turkey: transparency, accessibility and citizens involvement” – sarà un’occasione per introdurre tra gli altri il tema degli open data e del citizens’ budget

prima volta ad ankara, di cui non ho visto quasi nulla, a parte il traffico caotico: la temperatura non è mai salita sopra lo zero e la sera arrivava a meno 15!

piacevole la compagnia e molto interessante lo scambio di esperienze lavorative (e personali) molto diverse – mi affascina sempre scoprire come persone che non si sono mai viste riescano a convergere (quando lo fanno… ;-) ) su obiettivi e documenti comuni scritti a 4 – 6 – 8 mani

sempre interessante la turchia e i turchi, non male le occasioni gastronomiche, sbagliata la scelta dell’albergo troppo lontano dal centro: la prossima volta si cambia!

ravelstein #libri

un gran libro, davvero la summa del romanzo occidentale della seconda metà del ’900: la storia di ravelstein, intellettuale ebreo troppo raffinato per essere americano, raccontata dall’amico intimo chick, tra parigi e new york, grandi sarti e dialoghi di platone

mi sono innamorato del libro leggendo nel libro modi bruschi una citazione: ” L’eros è un risarcimento concesso da Zeus, forse per ragioni politiche sue. E la ricerca della metà perduta è senza speranza. L’incontro sessuale produce una sorta di momentanea amnesia, ma la dolorosa consapevolezza della mutazione è permanente.”  – l’ho comprato e non mi ha deluso!

intelligenza e cultura in quantità nei personaggi e nello scrittore che ci gioca, il declino di ravelstein è il declino della cultura occidentale, ferma nei suoi riti e incapace di spiegare la vita di oggi – non a caso questo è l’ultimo romanzo di bellow

i mobili di ravelstein, i suoi vecchi dischi, i ricordi raccolti con cura e dedizione in giro per il mondo che andranno dispersi dopo di lui sono le nostre usanze, le arti e i capolavori dell’occidente spazzati via dalla cultura televisiva – e chick, che rischia la vita, non morirà per poter scrivere la biografia dell’amico

“‘Forse una vita che non si passa al setaccio non merita di essere vissuta. Ma se si passa al setaccio, la vita può farti desiderare la morte’ fu quello che gli dissi una volta.
Ravelstein ne fu felicissimo. Rise tanto da volgere gli occhi al cielo.”

“Quando era malato ci vedevamo tutti i giorni e facevamo anche lunghe conversazioni al telefono, come è normale che accada tra vecchi amici. Eravamo vecchi amici: che altro occorre aggiungere? … Non esistono termini moderni accettabili per parlare di amicizia o di altre forme di interdipendenza più elevate. L’uomo è una creatura che ha qualcosa da dire su tutto.”

today in luxembourg we attended the final workshop of core, a research network funded by eurostat with the aim of defining a common reference environment to execute statistical processes integrating different tools

the network was composed by six statistical institutes (it (coord.), fr, nl, no, pt, se) and the workshop was a SUCCESS!

just two quotations from our client eurostat: “core will be a key element of our strategy” and “core will be one cornerstone of the implementation of our vision” … what a satisfaction!

today i want to thank all the core team: andrea, denis, diego, franck, giulia, giuseppe, gosta, haralambos, hans, jakob, jean-pierre, jenny, joaquim, laura, maria, marton, mathias, mauro, monica, ronald, tjalling, toni and our eurostat reference georges – it was fruitful and funny to work with you, we all learned a lot, the commitments (and the beers!) were amusing beside you

vint cerf, uno dei padri di internet, l’altro giorno ha scritto sul nyt un articolo che ha suscitato mille reazioni, sostenendo che l’accesso a internet non è un “diritto umano fondamentale” – “technology is an enabler of rights, not a right itself” e “Improving the Internet is just one means, albeit an important one, by which to improve the human condition. It must be done with an appreciation for the civil and human rights that deserve protection — without pretending that access itself is such a right. “

confesso che mi ha stupito leggere cerf sminuire l’importanza di internet

oggi su information diet clay johnson, uno dei creatori della strategia online di obama, risponde a cerf paragonando la rete con il sistema postale degli usa, sistema fondamentale la cui importanza è riconosciuta anche nella costituzione degli stati uniti

stringente la chiusura di johnson: “This country was founded upon the principles of universal access to a network. It’s been vital to the underpinnings of commerce and democracy, and while “access to the Internet” may not specifically be a human right, connection to the network of citizens has been a civil right that’s been vital to our democracy since the very beginning.”

lampi

di barabasi ricordiamo il bellissimo link, testo fondamentale di analisi delle reti (da leggere assolutamente) - in questo libro l’autore ricerca regolarità nel comportamento umano, facendosi aiutare dall’enorme mole di dati che la rete ci mette a disposizione

saltiamo così dal sito wheresgeorge.com, dove vengono tracciati i movimenti delle banconote da un dollaro, alle trame diplomatiche di un conclave del ’500, dalle frasi famose di andy wharol (in futuro ognuno avrà quindici minuti di notorietà) all’organizzazione di una crociata

e in molti fenomeni, fra loro lontanissimi, viene riscontrata la presenza della nota legge di potenza, secondo la quale a lunghi periodi di riposo seguono momenti di attività intensa, che l’autore chiama “raffiche” o appunto “lampi”

mi affascina scoprire che einstein rispondeva alle lettere un po’ come noi rispondiamo alle mail, usando un criterio di priorità che fa sì che ad alcune lettere si risponda subito e altre possano aspettare un tempo quasi infinito – tra l’altro da anni sono incuriosito da come ognuno di noi gestisca il suo elenco di priorità nel lavoro quotidiano, e mi ha fatto piacere trovare esempi di gestione di questi elenchi da parte di grandi esperti di management (v. l’aneddoto su ivy lee e i suoi elenchi delle sei priorità)

nel complesso il libro, che usa come fil rouge la storia del controverso giorgy szekely, non raggiunge grandi risultati, limitandosi ad accumulare intuizioni anche interessanti, ma senza riuscire a convincere o a sistematizzare – molto belle invece le note finali, piene di link e riferimenti ai numerosi argomenti storici e di ricerca citati nel libro

“Con ciò siamo arrivati all’obiettivo fondamentale di questo libro: mostrare come la nostra nudità di fronte alla crescente diffusione delle tecnologie digitali crei un immenso laboratorio di ricerca che supera per dimensioni, complessità e dettaglio tutto ciò che la scienza ha incontrato finora. … Per spigolare intuizioni e idee nuove dobbiamo smettere di considerare le nostre azioni come eventi discreti, casuali e isolati. A quanto pare, invece, fanno parte di una rete magica di dipendenze, in cui ogni storia si trova all’interno di una rete di storie, rivelando ordine dove non ne prevedevamo e casualità dove meno ce l’aspettavamo. Dimenticate il lancio dei dadi e le scatole di cioccolatini come metafore della vita. Pensatevi come un robot sognante guidato dal pilota automatico e sarete molto più vicini alla realtà.”

“A un certo punto, gli scienziati hanno tacitamente convenuto di accettare il paradigma fondamentale che continua a governare la scienza dell’attività umana: in pratica il nostro comportamento è casuale. Imprevedibile. Indeterminabile. Inimmaginabile. Irregolare.
Questo presupposto presenta un solo problema: molto semplicemente, è falso.”

here a review prepared by wordpress guys for my blog: many infos – one peculiar: all the top-five posts were posted in 2009! (?)

another note: 2011 total clicks decreased from 2010 … twitter effect!

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Syndey Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 37,000 times in 2011. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 14 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

kindle

babbo natale mi ha portato il kindle, l’ultimo, quello piccolo senza tastiera: ecco le prime riflessioni

1 – sento una specie di vertigine, siamo sull’orlo di un cambio di paradigma epocale, alla gutenberg – probabilmente il libro come lo conosciamo è destinato a sparire in poche decine di anni

2 – le librerie online devono ancora migliorare molto per soddisfare le necessità dei lettori: oggi difficile trovare consigli, confronti, metodi di selezione intelligenti – non è pensabile scorrere migliaia di titoli per trovare in libro, mancano ricerche multi-criterio, molto poche le funzioni social

3 – aperto il confronto tra modelli aperti e modelli walled garden: ancora regna il caos dei formati (molti incompatibili con molti reader), i clienti dei siti sono confusi

4 – c’è il solito problema di garantire insieme proprietà intellettuale e diffusione della conoscenza: perché non rilasciare gratuitamente i libri fuori catalogo?

5 – in italia assistiamo a una vera follia dei prezzi: capisco l’iva superiore, ma è davvero ridicolo pensare di vendere allo stesso prezzo bit e atomi (penso che siamo l’unico paese al mondo)

altre riflessioni interessanti dal solito gandalf

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