l’ultimo libro di Ian McEwan propone la storia di una “prima notte” ambientata negli anni ‘60; sempre bello lo stile e pieno di piccole chicche la scrittura
“Sapeva benissimo che la gente litiga, anche in modo burrascoso magari, e poi si riconcilia. Ma non aveva idea di come iniziare: molto semplicemente non conosceva il trucco, il dissidio che rasserena, e non era mai riuscita a convincersi del tutto che le parole ostili potessero essere cancellate e dimenticate.”
Chesil Beach è piacevole da leggere (specie le ultime pagine), solo mi ha dato fastidio l’idea di fondo che il desiderio sessuale sia tipicamente maschile e quasi non riguardi le donne: avevo venti anni quando una cara amica mi aprì al mondo del piacere femminile (A., non ti ho mai ringraziata abbastanza), spiegandomi che anche “loro” avevano voglie, desideri, sogni e fantasie. Forse Ian (classe 1948 ) non è stato altrettanto fortunato?