libertà di software
14 Maggio 2008 di vaccaricarlo
uno dei padri del software libero italiano, Angelo Raffaele Meo, e una sociologa, Mariella Berra, analizzano le modalità di collaborazione che hanno portato allo sviluppo di Internet e di sistemi come Linux
il libro Libertà di software, hardware e conoscenza - Informatica solidale 2, incrocia felicemente le competenze tecnologiche e quelle di sociologia delle reti, parlando di politica industriale, del ritardo tecnologico italiano, ma anche dei modelli di cooperazione relazionale proprie dell’informatica solidale
un libro da leggere per chi vuole introdursi al fenomeno del software libero senza perdere di vista le tematiche sociali e politiche coinvolte
“Linus, il suo gruppo e milioni di programmatori hanno dato vita sulla rete a forti comunità di pratica, formate dai gruppi che cooperano e partecipano spontaneamente per risolvere problemi comuni. Non è il modello dell’anarchia, piuttosto quello di un’organizzazione informale cementata da una forte etica weberiana del lavoro e della professionalità. Queste organizzazioni informali, a loro volta, accrescono il senso di identità professionale generando apprendimento organizzativo e alimentando processi di identificazione. Con il loro lavoro i partecipanti alle attività delle comunità di pratica danno luogo a sistemi relazionali di tipo reticolare. In tal modo i processi di apprendimento collaborativo possono [...] favorire la complessiva crescita professionale dell’intera comunità e costruire una rete che può indurre reali processi di innovazione”