secolo cinese
17 Maggio 2008 di vaccaricarlo
ho letto il terzo libro di Rampini che mi hanno regalato a Natale: Il secolo cinese, ancora storie sulla Cina e sul suo recente passato
Rampini ci ricorda che il recente boom cinese non fa altro che riportare la Cina a una posizione naturale: prima degli attacchi di metà dell’800 da parte delle potenze occidentali il 60% del PIL mondiale era prodotto in Asia. tra qualche anno semplicemente torneremo ai tempi di Marco Polo
pensate che gli astronomi cinesi “studiano il passaggio della cometa di Halley con dieci secoli di anticipo sugli occidentali. Quando l’impero romano si avvia verso la caduta, quello cinese estende il proprio controllo su un’area geografica che spazia dall’Iran al Vietnam. Nel corso degli ultimi cinquemila anni, quei periodi in cui la Cina non era il “numero uno” mondiale sono stati l’eccezione, non la regola.” … e pensate che la prima dinastia “storica” dell’impero cinese, quella Xia, regna più di mille anni prima della fondazione di Roma
il libro, come sempre godibile da leggere e pieno di notizie, risente dell’origine giornalistica e sembra più un patchwork di articoli che un vero saggio
affascinante il capitolo dedicato alla “lingua delle donne” dove descrive la lingua Nushu (o Nu Shu) “forse l’unica lingua al mondo inventata dalle donne per comunicare esclusivamente tra di loro. Una leggenda vuole che il Nushu abbia 2500 anni e discenda dalle scritte che gli oracoli incidevano sugli ossi; un altro mito racconta di una ragazza che, data in sposa all’imperatore e presto prigioniera della corte imperiale, inventò una scrittura segreta per comunicare con le sue amiche. … Ignorando l’alfabeto degli uomini, inventarono una scrittura originale per tramandarsi le canzoni della nostalgia, per confidare alle amiche i loro pensieri più intimi, le loro sofferenze.”
interessante (e da meditare) anche il parere di un dirigente del gruppo Murdoch (ben introdotto a Pechino): “Per il Partito Comunista la Tv commerciale che facciamo noi è funzionale: è lo svago che serve a tenere buono il popolo. Per questo i leader di questo paese non sono critici: sanno che con il crollo dell’ideologia si è creato un vuoto morale e il partito unico non ha la credibilità per colmarlo … Piuttosto che Falun Gong preferiscono le nostre Tv.”