ancora Hornby, il libro è un ragazzo e il tema è quello del coinvolgimento nelle cose e nella vita (in alcuni punti mi ha fatto venire in mente le polemiche sui bamboccioni e sugli eterni adolescenti), ma anche quello dei ruoli reali e immaginari che recitiamo sul palcoscenico sociale (Goffman!)
l’ho trovato meno bello degli altri, quasi che l’autore l’avesse scritto per scommessa, tipo “vuoi vedere che anche con un trama che non sta in piedi, riesco a buttare giù un buon libro?”; alla fine il libro è comunque godibile, alcune zampate di Hornby lasciano il segno e (la cosa che + mi piace dell’autore) ti obbliga comunque a riflettere sul senso delle cose e della nostra vita (bum!)
“Allegava anche un curriculum che non andava oltre la seconda pagina. Con una, secondo lui, brillante ispirazione aveva numerato queste due pagine ‘uno’ e ‘tre’, lasciando credere che la pagina due, la pagina che conteneva i particolari della sua brillante carriera, si fosse persa da qualche parte.”
“Fiona era socialmente impegnata e questo l’aveva fatta impazzire: era vulnerabile, confusa, disadattata. Will aveva messo a punto un sistema che l’avrebbe condotto dritto come un fuso alla tomba senza sforzo alcuno. Non aveva voglia di incasinarsi adesso.”
“A Will piaceva andare in giro in macchina per Londra. Gli piaceva il traffico, che gli permetteva di credere di essere un uomo che aveva fretta e gli offriva rare occasioni di frustrazione e di rabbia (altra gente faceva cose per scaricarsi, ma Will doveva fare cose per caricarsi); gli piaceva sapersi orientare; gli piaceva essere inghiottito dal flusso della vita cittadina. Non serviva avere un lavoro o una famiglia per andare in giro in macchina per Londra; serviva solo una macchina e Will ce l’aveva. … Quel giorno si era convinto che doveva andare in macchina a Waitrose, ma a essere sinceri il vero motivo del viaggio era che voleva seguire Nevermind urlando al massimo, e a casa non poteva farlo.”
“Ciò che aveva detto Rachel sul fatto che Marcus sentisse dell’affetto vero per lui cambiava un po’ le cose, proprio come succedeva ogni tanto quando scoprivi che una donna che non avevi notato era attratta da te, cosicché finivi col riconsiderare la situazione e col trovarla molto più interessante di quanto non avessi mai fatto prima.”
il film che ne hanno tratto è molto carino ed è recitato, con splendida vacuità, da hugh grant, con tanti altri bravissimi attori (una è toni collette, la mamma “alternativa” del ragazzo).