il libro Messaggeri dell’oscurità di Alicia Giménez-Bartlett è un giallo con protagonista un’ispettrice di polizia spagnola appassionata del suo lavoro, curiosa e bi-divorziata
certo, protagonista e autrice sono donne, ma l’ambientazione a Barcellona, una certa ironia che attraversa il libro e le avventure gastronomiche del collega poliziotto Fermin non possono non far ricordare il mitico Pepe Carvalho
il libro è ben scritto, la trama è contorta quanto basta e la soluzione non scontata; mi incuriosisce la visione “femminile” delle avventure (poliziesche e sessuali) della protagonista … cosa ne pensano le donne che l’hanno letto?
“A scuola, quando una di quelle suore barbose ci ricordava la costante presenza dell’Angbelo Custode, io mi sentivo morire. Ricordo perfino che certe sere, prima di andare a letto, aprivo la finestra e scuotevo fuori la giacca del pigiama come per scacciare un moscone. Con quel metodo ingenuo e infantile nutrivo la speranza di convincere l’angelo a volarsene via. Un tratto nevrotico? Lo so, ma se a quarant’anni non ti sei riconciliata con le tue stranezze significa che gli altri sono riusciti a diluire il tuo ecrvello nella mediocrità, e io ero certa che questo non fosse il mio caso.”
“Mi congedai da tutti con allegria. Completamente falsa. Ero triste. Il tragitto verso casa mi parve lento e faticoso. Pensavo. Al passato, alla fugacità degli amori e delle passioni. Ebbi per un attimo la visione globale della mia vita, e per un istante mi sentii come annientata. Però, sarebbe potuta andare diversamente? Sì, come tutte le cose, la mia vita avrebbe potuto essere diversa, perfino opposta. Ma era lo stesso, ci sono sempre dei fatti che ti inducono a cambiare e ogni cambiamento è vissuto come una perdita. Vivere è una perdita continua, finché alla fine si perde tutto.”
quest’ultimo pensiero mi ha visitato spesso, magari con l’aiuto di un certo tasso alcoolico … sono io che ho pensieri da donna o lei da uomo? o sono solo sprazzi di depressione?