quando leggo poesie devo intervallare la lettura con romanzi o saggi, come se la poesia mi “riempisse” troppo
sto leggendo il “Meridiano” su Rimbaud: bellissimo! trovo affascinante soprattutto la vita di AR, il suo bruciare le tappe in pochi anni, il suo bisogno di fuga da una realtà inaccettabile verso terre lontane… altro che alcuni autori maledetti di oggi …
dolce lo scritto con cui Verlaine presenta al mondo l’ex amico/amante:
“Nell’epoca relativamente lontana della nostra intimità, Arthur Rimbaud era un fanciullo dai sedici ai diciassette anni, già provveduto di tutto il bagaglio poetico che il vero pubblico dovrebbe conoscere e che noi cercheremo di analizzare citandone il più che ci sarà possibile.
L’uomo era alto, solido, quasi atletico, dal viso perfettamente ovale d’angelo in esilio, con capelli d’un color castano chiaro, in disordine, e occhi d’un inquietante azzurro pallido. Ardennese, possedeva, oltre a un grazioso accento campagnolo troppo presto perduto, il dono di pronta assimilazione proprio della gente di quel paese: e ciò può spiegare il rapido inaridirsi, sotto l’insipido sole di Parigi, della sua vena, per parlare come i nostri padri, il cui linguaggio diretto e corretto, in fin dei conti, non aveva sempre torto”
e più avanti sempre PV presenta la poesia Vocali:
A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali,
Io dirò un qualche giorno le vostre nascite latenti:
A, nero corsetto villoso di mosche splendenti
Che ronzano intorno a crudeli fetori,
Golfi d’ombra; E, candori di vapori e tende,
Lance di fieri ghiacciai, bianchi re, brividi d’umbelle;
I, porpora, sangue sputato, risata di belle labbra
Nella collera o nelle ubriachezze penitenti;
U, cicli, vibrazioni divine dei verdi mari,
Pace di pascoli seminati d’animali, pace di rughe
Che l’alchimia imprime nelle ampie fronti studiose;
O, suprema Tromba piena di strani stridori,
Silenzi attraversati da Angeli e Mondi:
- O l’Omega, raggio viola dei suoi Occhi!