ancora da Next (stavolta una miniera di citazioni!) un intervento di Derrick de Kerchove, uno dei più influenti studiosi delle nuove forme di comunicazione
spesso mi piacciono gli interventi di DdK perché riescono ad essere tecnici senza l’ottusità di molti tecnologi e ad essere visionari senza la genericità di molti sociologi
riprendo la parte che parla dei blog, anche se ci sono molti spunti … purtroppo il testo dell’intervento non mi sembra sia stato pubblicato in rete, ma DdK ne parla in altri interventi
“Il blog è la forma dell’intelligenza collettiva. … E’ la presentazione dell’elenco delle cose che ci interessano, sulle quali chiediamo un apporto di chiunque, sulla rete, abbia gli stessi interessi. E’ la pubblicazione delle nostre menti, di ciò che siamo e pensiamo. Ma è anche la pubblicazione della nostra rete di amicizie: il blog è il punto nodale di un’intelligenza connettiva che è sempre in sviluppo, che muta continuamente. Come la mente privata si costruiva attraverso la scrittura su carta, l’intelligenza connettiva si costruisce attraverso il blog (per quanto questa forma sia in effetti primitiva).
Nasce con il blog un nuovo spazio: è privato perché riflette la realtà del singolo, il suo modo di essere e pensare, ma è anche pubblico perché si offre contemporaneamente agli altri.
Nella mappa dei blog presenti nella rete, e delle connessioni delle altre persone che ai blog si connettono, le identità dei partecipanti sono scritte e riconoscibili nella mappa. Questo fa intravedere nel mondo dei blog la speranza di una democrazia futura, poiché noi, in questo contesto, non saremo individui dispersi nella folla anonima (come nella società di massa). Nel contesto dell’intelligenza connettiva la nostra identità, il nostro pensiero, viene rispettato nella sua soggettività e unicità.”
… scusate la lunghezza, ma rispecchia esattamente le mie idee sui blog!
Ah, Carlo, Carlo, questo è un buon post da commentare! Intervengo anche sulla scia di una discussione già avviata da SegnalazionIT (http://segnalazionit.blogspot.com/2008/09/sullimportanza-dei-blog-e-dei-blogger.html)
“Il blog è la forma dell’intelligenza collettiva.”
Non sono d’accordo, ma lo spiego meglio più sotto.
“E’ la presentazione dell’elenco delle cose che ci interessano, sulle quali chiediamo un apporto di chiunque, sulla rete, abbia gli stessi interessi.”
Ok, passi…
“E’ la pubblicazione delle nostre menti, di ciò che siamo e pensiamo.”
Quando mai? È semplicemente la pubblicazione di ciò che vogliamo pubblicare e di ciò che vogliamo far sapere dei nostri pensieri. In altri termini l’illustre DdK sembra dimenticare che un qualunque essere umano che voglia comunicare operi, più o meno inconsciamente, una selezione delle informazioni da comunicare che dipende in larga misura dall’interlocutore e da tutta una serie di condizioni al contorno. Anche un autore di blog ha un interlocutore, costituito appunto dal corpo indistinto dei suoi lettori che, come detto sopra, si forma sulla base di comuni interessi. Dunque le informazioni “passate” in maniera “broadcast” (ovvero da un sistema trasmittente ad un insieme di sistemi riceventi non definito a priori) tramite il blog non possono prescindere da una funzione utilità, nota solo al titolare del blog, che le valuta utili agli altri e –perché no?– a se stesso. Attenzione, non si tratta di mettere in discussione la buonafede o la malafede dell’autore, si tratta semplicemente di prendere atto della nostra natura umana.
“Ma è anche la pubblicazione della nostra rete di amicizie: il blog è il punto nodale di un’intelligenza connettiva che è sempre in sviluppo, che muta continuamente. Come la mente privata si costruiva attraverso la scrittura su carta, l’intelligenza connettiva si costruisce attraverso il blog (per quanto questa forma sia in effetti primitiva).”
Non so… sul fatto che si costruisca connettività non ho dubbi, che si costruisca intelligenza attraverso i blog ho molti dubbi, forse direi più che si costruisce critica, dialettica, possibilità di formarsi o circostanziare meglio una propria opinione. Se consideriamo accettabile la definizione di intelligenza connettiva/collettiva di George Pór riportata da Wikipedia “capacità di una comunità umana di evolvere verso una capacità superiore di risolvere problemi, di pensiero e di integrazione attraverso la collaborazione e l’innovazione”, non riesco ad applicarla compiutamente alla blogosfera o un suo sottoinsieme di blog federati. Forse la migliore espressione oggi esistente di questa astrazione sono i progetti come Wikipedia o Google Knol.
“Nasce con il blog un nuovo spazio: è privato perché riflette la realtà del singolo, il suo modo di essere e pensare, ma è anche pubblico perché si offre contemporaneamente agli altri. Nella mappa dei blog presenti nella rete, e delle connessioni delle altre persone che ai blog si connettono, le identità dei partecipanti sono scritte e riconoscibili nella mappa.”
Mi ripeto: ciò che diventa di dominio pubblico nella blogosfera è ciò che l’autore ha deciso di far diventare di dominio pubblico. La vera “realtà del singolo” è il mondo reale dove interagisce ogni giorno con i suoi cari, con i suoi amici, con i suoi colleghi, che su di lui hanno moltissime ed ulteriori informazioni che non hanno più un’unica emittente: es. come parla, come si muove, come mangia, come affronta i problemi, come agisce in situazioni limite, di quali persone si circonda, ecc. ecc.
In altri termini, è nel mondo reale che si costruisce l’identità del singolo, a meno che non vogliamo ammettere che l’identità “digitale” vive di una vita sostanzialmente indipendente da quella reale, ma mi pare che sconfiniamo nella psicanalisi…
“Questo fa intravedere nel mondo dei blog la speranza di una democrazia futura, poiché noi, in questo contesto, non saremo individui dispersi nella folla anonima (come nella società di massa). Nel contesto dell’intelligenza connettiva la nostra identità, il nostro pensiero, viene rispettato nella sua soggettività e unicità.”
Vabbè, qui siamo nel campo dell’utopia pura, non commento ulteriormente.
Sarò un tecnologo ottuso ma mi viene il dubbio che DdK, che leggo da molto tempo, abbia già dato in passato il meglio di sé. La discussione è comunque appassionante, spero che altri amici, colleghi, conoscenti abbiano voglia di intervenire.
Sui blog, blogger e sulla reputazione digitale non posso non segnalare ai lettori di carlo questo post:
Reputazione digitale Vs. reputazione reale nell’era di Internet
http://segnalazionit.blogspot.com/2008/10/reputazione-digitale-vs-reputazione.html