ho già rubato una citazione a questo libro di christa wolf, ora l’ho finito
il libro raccoglie quattro interventi della scrittrice che spiegano come sia nato l’interesse per il personaggio di cassandra, protagonista poi dell’affascinante libro del 1984
il libro è bellissimo, la scrittura della wolf prende il lettore e lo accompagna attraverso storie di vita quotidiana in grecia, miti omerici e riflessioni sul ruolo della donna negli ultimi 3.000 anni
le uniche parti meno piacevoli sono quelle in cui vengono espresse le paure sul possibile olocausto nucleare europeo, allora (anni ‘80) all’ordine del giorno: probabilmente la censura della DDR non consentiva una scrittura libera sull’argomento del disarmo
“Il sole, molto basso, ci stava alle spalle e illuminava l’arco del porto del Pireo … Può darsi che in questo chiarore, le troiane prigioniere, stipate a poppa, abbiano visto per l’ultima volta le macerie della loro città e la riva della loro patria.”
“… non riesco mai a capire come città, fortezze, paesaggi, santuari possano essere dimenticati per secoli, finché alcuni fanatici, col loro Omero in mano, cominciano a raschiare la terra nei luoghi indicati 2.500 anni fa…”
“… e io sapevo naturalmente, senza aver bisogno di pensarlo in modo esplicito, che questo Enea era anche il giovane partigiano la cui fine non avevo voluto conoscere; che su tutt’e due, separati da tremila anni, si era stampata come per caso la stessa espressione, l’espressione dei perdenti che non si danno per vinti e che sanno: continueranno a perdere e continueranno non darsi per vinti, e non per caso, non per errore né per disgrazia, bensì: volutamente.”