nel libro argomenti attuali e interessanti come il copyright, il file sharing e la diffusione della conoscenza sono trattati come un lungo articolo di una rivista (in effetti è il lavoro dell’autore), con un riassunto (bignami) semplificato delle teorie di barabasi metcalfe anderson lévy e altri
forse la trattazione semplice (semplicistica), che parte dalla vicenda del processo in svezia al sito omonimo, consente di raggiungere più lettori (o forse non sono la persona giusta per giudicare); comunque la ricca bibliografia finale (anche senza le citazioni dei titoli disponibili in italiano …) riscatta l’approssimazione di molti paragrafi
i temi trattati sono però IMPORTANTI, ed è giusto che più gente possibile rifletta su quanto sia vitale la libertà e la neutralità della rete, da difendere contro chi ne vorrebbe fare una specie di tv addomesticata e controllata dai soliti gruppi (ho comprato il libro alla festa dei pirati … bella!)
ultima notazione: ma per un libro contro il copyright non si poteva trovare una licenza meno incoerente? in fondo le licenze creative commons esistono da tempo!
“‘Quando il vento del cambiamento soffia, c’è chi costruisce ripari e chi costruisce mulini a vento’, dice un proverbio cinese molto amato dai giovani pirati. … Prendi la storia dell’industria discografica, pigia il tasto di riavvolgimento veloce, e ti ritrovi con Thomas Edison, l’inventore del fonografo, accusato dai musicisti dell’epoca di essere un ladro che metteva a rischio il loro futuro. Fai la stessa cosa con il business del cinema, e scopri tutta una banda di pionieri, guidati dal mitico produttore William Fox, che abbandonano New York e si rifugiano in un paesino sconosciuto della California, un paesino chiamato Hollywood, perché lì possono lavorare ignorando tutti i brevetti detenuti dallo stesso Edison sulla tecnologia del film. I giganti multimediali di oggi sono gli eredi dei pirati di ieri.”
[...] intellettuale non riesce a gestire senza diventare ridicolo o repressivo (ne abbiamo già parlato qui, qui e [...]