un libro che rovescia la prospettiva e descrive non cosa l’uomo fa alla natura, ma cosa la natura farebbe alle cose dell’uomo se l’uomo scomparisse
interessante, ma molto frammentario, il libro mischia scenari futuri senza l’uomo e storie passate come la conquista della posizione eretta; anche il racconto della fine di alcune civiltà è stimolante ma disorganico (molto meglio allora il magnifico collasso di j. diamond)
impressionante la descrizione delle (inutili?) precauzioni prese nel sito (wipp) dove vengono mantenute negli usa le scorie radioattive: da leggere per chiunque pensi che l’opposizione al nucleare sia fatta da nostalgici o sognatori
“Quando anche noi umani saremo estinti, parte del nostro lascito consisterà nei predatori che abbiamo introdotto. Con la nostra scomparsa i roditori e le manguste erediteranno la maggior parte delle adorabili isole del Sudpacifico.”
“La visione di un mondo sollevato dal nostro fardello, con una fauna e una flora che si espandono rigogliosamente in ogni direzione, ha un suo fascino immediato. Ben presto però subentra un senso di lutto per la perdita di tutte le meraviglie realizzate dagli umani tra l’una e l’altra delle loro malefatte. Quando la più meravigliosa tra le creazioni umane – il bambino – non giocherà più sulla verde Terra, cos’altro rimarrà di noi?”