un libro sull’attualità che parla della crisi economica che stiamo vivendo, con la capacità di spiegare paralleli e differenze con la grande depressione del ’29
il libro spazia dall’economia della felicità ai grandi cambiamenti geopolitici di questi anni, narrando il tutto sia attraverso aneddoti contemporanei che con uno sguardo storico più ampio
centrale l’analisi del rapporto cina – usa, già in altri libri di federico rampini, basato sul finanziamento da parte cinese del deficit americano, usato per comprare merci cinesi: l’equilibrio è destinato a rompersi e a portare a una diversificazione degli investimenti cinesi e/o a iniziative per sostituire il dollaro come moneta dominante; la domanda principale è se ciò accadrà in un clima di scontro o all’interno di un nuovo direttorio mondiale a due (g2?)
il libro, assolutamente da consigliare, è penalizzato dalla pubblicazione in una collana di instant-book, di difficile reperimento già pochi mesi dopo l’uscita
“Per vent’anni il personaggio dei cartoon televisivi Homer Simpson è stato una caricatura feroce dell’americano: infantile, irresponsabile, incosciente, fatuo, grasso e felice.”
“L’uscita dalla crisi non sarà possibile se non si affronta la causa più profonda: l’insufficiente potere di acquisto delle popolazioni, generato dagli squilibri sociali. La lezione degli anni Trenta è valida oggi. Un’economia di mercato senza giustizia sociale è intrinsecamente fragile e instabile.”
[...] parte degli stati uniti sembra dare già per persa la gara per la leadership mondiale con la cina, capace di invadere il mondo con le sue merci e di mantenere [...]