il libro ragiona sulla potenza delle immagini, sulla loro irriducibilità a parola e sulla loro potenza comunicativa ed emozionale, descrivendo i tanti modi in cui la cultura ufficiale tenta di svilirle
iconoclastie remote e recenti hanno provato invano a depotenziare le immagini, contrapponendo alle loro energie dionisiache le componenti apollinee della cultura ufficiale
a volte fastidioso il tono colloquiale con troppe domande retoriche, ma fantastica la scelta delle citazioni che compongono quelli che l’autore chiama attraversamenti, contrapposti ai ragionamenti dell’autore; da seguire il sito legato al libro www.parlareleimmagini.it
“La mia idea in proposito è che questi signori temano (e combattano) delle immagini soprattutto il movimento, non tanto e non solo in senso fisico quanto in senso psicologico: il fatto, cioè, che esse sollecitano moti interni del soggetto e si sintonizzano con essi, insomma che inscrivono nei meandri, negli spazi interni del suo sentire, del suo esperire, senza dover ricorrere alle mediazioni “statiche” e “fissanti” della parola, in particolare di quella scritta.”
“… il film è un prodotto finito. Nel caso del videogioco o della navigazione web o della realtà virtuale, invece, il racconto è “in presa diretta”: in un qualche modo ne sono io il regista e l’attore, e gli effetti di macchina sono ancora io a governarli; la sorpresa è sempre dietro l’angolo.”
(di maragliano avevo letto – molto bello – “tre ipertesti su multimedialità e formazione”)
[...] libro “le anime disegnate” citato in parlare le immagini; concetti simili si trovano nel bel libro “tutto quello che fa male ti fa [...]
[...] in parlare le immagini, il brano dal libro non vedi niente lì? ; interessante visione multidisciplinare che sposa arti e [...]