“Basta dire che qualcosa fa male ai ragazzi e si finisce in prima pagina”, diceva Stan Lee, creatore di tanti supereroi all’epoca in cui a essere accusati erano i fumetti. Nulla è cambiato da allora e ancora oggi pedagoghi, psicologi ed esperti di comunicazione riescono con successo a far parlare di sé costruendo mostri fra la propria e l’altrui ignoranza. … Esiste l’industria dei cartoni, ed esiste quella dell’informazione. Ebbene – questa è l’assurdità – è solo la prima ad occuparsi con attenzione delle passioni dei bambini. E, soprattutto, a non aver paura (oserei dire terrore) delle loro emozioni (delle curiosità, degli amori, delle passioni, della vitalità) … ci si accorgerà che un bambino sano, figlio del dialogo, del rispetto e dell’attenzione, è più forte di qualsiasi presunto demonio a cartoni animati.”
(dal libro “le anime disegnate” citato in parlare le immagini; concetti simili si trovano nel bel libro “tutto quello che fa male ti fa bene“)