simone perotti ci racconta in questo libro come e perché cambiare vita, smettendo di fare cose spiacevoli (spesso il lavoro) e inseguendo sogni possibili; anche se ognuno ha la sua storia ed è difficile generalizzare, il libro ci fa pensare alla bellezza dei cambiamenti possibili
occasione per qualche riflessione personale sulla propria vita: quanto sono libero? quanto felice? per mia fortuna, molto più dell’autore prima del basta!: la sua storia mi ha fatto ricordare quando anche io compresi che non avrei mai fatto carriere mondiali, quando anche io, giovane intelligente fortunato, capii che avevo troppi dubbi e troppe voglie per essere perfettamente integrato e convinto del successo
ma … i figli? non sono calcolati nella vita di sp? in mezzo a qualche dubbio dovuto ad imprecisioni (9784 morti sulle strade europee? sono 4-5 volte d +) (posso dire? tipiche di un uomo che ha lavorato nelle PR …
), mi resta il dubbio che in qualche caso rinviare a un downshifting assoluto possa essere un modo per non cambiare il proprio quotidiano
in tanti modi (cambiando lavoro, riprendendo l’università, con la mia francigena, i viaggi in moto, le cooperazioni internazionali, …, il blog!) ho modificato sostanzialmente la mia vita senza bisogno di aspettare la palingenesi, in modo compatibile con la paternità e (forse) con la coppia
“Ma il potere si è ulteriormente evoluto, ha imparato che la dittatura e il totalitarismo non servono più. Bastano i vetrini luccicanti del consumo, del potere economico, dei servizi, dei beni per tenere tutti sotto scacco, proni e incapaci di offendere. I prodotti, la loro accessibilità, la loro apparente convenienza sono sufficienti a spingere orde intere di persone, pure benestanti, pure acculturate, a uscire tutte le mattine da casa con la loro vettura fiammante, a percorrere a passo d’uomo strade intasate, a lavorare per dieci, dodici ore in modo sempre identico, sentendosi anche privilegiate, e poi a ritroso, e poi ancora avanti, senza che ci sia un ordine perentorio, senza che qualcuno alzi la voce.”
proverò a leggerlo … è un po’ che penso al “cambiamento”
Carlo mi pare che tu abbia centrato il punto. Si può cambiare radicalmente o gradualmente, in tutto o in parte. Basta che la si finisca di lamentarsi e si agisca. La vita lo richiede. La nostra dignità lo impone. Siamo uomini liberi, nipoti di Leonardo da Vinci e Andrea Doria. Ricordiamocelo. Grazie di aver parlato del mio libro. ciao!
[...] alla lunga comunque nel libro la tematica del lavoro resta sullo sfondo delle storie e diventano più importanti i temi di chi trova modi non convenzionali di vivere, sempre però con le spalle coperte da un partner ricco o da una famiglia che paga le spese – allora molto più seria la scelta di “adesso basta” [...]
[...] (oggi primo giorno di aspettativa per un dottorato di ricerca … downshifting!) [...]