un fastidio istintivo dopo poche righe: la ricetta facile, la frasetta per gonzi “non solo siamo tutti venditori, ma siamo anche tutti leader”, frasi corte dispensate con l’aria saccente di chi ha capito tutto e ce lo vuole pure spiegare
un continuo inno al marketing come fattore di cambiamento(??) e a se stesso come suo profeta: prendete le idee di shirky e rheingold sui crowds, fatele frullare dagli sceneggiatori del grande fratello e da qualche praticante di novella 2000 e otterrete il libro
l’unica parte leggibile, annegata in slegate considerazioni tuttologiche, è quella dove vengono descritti gli eretici e l’importanza dei loro comportamenti nei processi di innovazione
“Lo confesso, anch’io quando ricevo una recensione negativa mi sento ferito. In fin dei conti sarebbe bello se tutti i critici affermassero che un mio libro è uno strumento innovativo e profondo, una fonte di ispirazione in grado di offrire una soluzione a ogni problema. Ma talvolta questo non accade e riesce quasi a rovinarmi la giornata.” [talvolta ... insopportabile!]
“-La vita è troppo breve per …- è una frase fatta trita e ritrita, ma in questo caso è proprio vero. Abbiamo troppo poco tempo per essere infelici e mediocri; non solo è insensato, ma è anche penoso. Invece di sognare la prossima vacanza, forse dovreste scegliere una vita dalla quale non sentirete l’esigenza di fuggire.”