secondo giorno a istanbul: si parte con topkapi, il palazzo del sultano fatto costruire dai conquistatori sul sito dell’antico palazzo imperiale bizantino
il palazzo, ora trasformato in museo, è composto da quattro corti, anticamente via via meno aperte a visitatori esterni al palazzo; senza dubbio la parte più interessante è l’harem, residenza di mogli e concubine del sultano e degli eunuchi che vegliavano su di loro, il tutto condotto (in maniera asfissiante sembra) dalla madre del sultano che ne era la padrona assoluta
il palazzo è ricco di interessanti soluzioni architettoniche e di splendidi ambienti, le pareti ancora raccontano le migliaia di vite qui passate tra lussi, intrighi, seduzioni, rapimenti, assassinii
splendido il tesoro, che contiene il quinto diamante al mondo come dimensione e altre meraviglie e ancora più bello il panorama sul bosforo e sul corno d’oro: da qui l’immensa città, con i suoi 15 milioni di abitanti, si stende fino all’orizzonte
dopo topkapi un kebab al volo e una passeggiata per la vecchia città ci porta al gran bazar: prendiamo il respiro e ci tuffiamo in questa bolgia di venditori e acquirenti, dove si trova di tutto in migliaia di negozi in decine di strade coperte e dove ci divertiamo a contrattare fino allo sfinimento su tutto – da visitare e da tornarci per la ricchezza di negozi (per turisti e non) e per l’esperienza umana
esausti e senza una lira usciamo dal bazar alla chiusura, veloce rientro in albergo e poi un ottimo ristorante dove mangiamo piatti turchi che rendono giustizia alla ricca cucina turca (con un cameriere caruccio molto interessato alla scollatura di f) – divertiti notiamo che la città è così accogliente che dopo due giorni ci sembra già di trovarci “a casa”
nb: purtroppo racconto in differita, sono già tornato al lavoro: ho deciso di non aggiornare il blog in viaggio per non perdere ore preziose
[...] mio troppo breve viaggio (vedi qui qui e qui) ho ritrovato solo a sprazzi la istanbul di pamuk, per la realtà cambiata negli ultimi venti [...]