terzo giorno: colazione sui tetti di istanbul e poi di corsa a eminonu per prendere il traghetto sul bosforo, già pieno di turisti e turchi – dal mare si capisce la dimensione immensa della città e si vedono villette, castelli, palazzoni, moschee, porticcioli
il traffico sul bosforo sembra piazza venezia all’ora di punta: centinaia di imbarcazioni, dai gozzi che pescano a decine di traghetti che l’attraversano in tutte le direzioni alle superpetroliere, sembra incredibile che non ci siano incidenti ogni giorno
facciamo il biglietto solo andata e tutte le tappe, in modo da toccare terra alla fine in asia (per f è la prima volta!), poi torniamo in “centro” modo un po’ rocambolesco (pullmino, barchetta, autobus, teleferica)
poi passeggiata da taksim fino a tunel in mezzo a fiumi di persone (c’è anche il derby galatasaray – fenerbahce! 0-1): qui si vede davvero che sono più di dieci milioni – poi giro sotto il ponte di galata (bellissimo), passeggiata per sirkeci e rientro in albergo
pausa e poi … hammam! scegliamo il consigliatissimo cagaloglu che un po’ ci deluderà: l’ambiente è molto bello, ma è caro e il trattamento (massaggio e lavaggio) è frettoloso e poco professionale – comunque quando si esce si sta una favola! sera cena al doy-doy, un ristorante molto cheap niente di speciale
dopo c’è l’ultima notte e la mattina dopo facciamo in tempo a fare un salto a due moschee: yeni camii, molto bella e una piccolina che ci viene aperta da un vecchietto (mancia!) al volo – gli ultimi simit, poi all’aeroporto e (con due ore di ritardo: odio l’alitalia!!! era l’unico aereo in ritardo da istanbul, a parte un moldavo) si rientra a roma … istanbul: da tornarci!
[...] mio troppo breve viaggio (vedi qui qui e qui) ho ritrovato solo a sprazzi la istanbul di pamuk, per la realtà cambiata negli ultimi venti anni [...]