tony pagoda è un personaggio che si ricorda, cinico e sgradevole all’apparenza con in fondo (molto in fondo) un cuore tenero
cantante melodico un tempo di successo, cocainomane, puttaniere, sposato triste e innamorato da sempre della sua beatrice scomparsa, si lancia in spassose “lezioni sulla seduzione” tragicamente veritiere
poi tony un giorno di colpo decide di lasciare tutto, anche il vecchio sé, e si va a seppellire in brasile dove inizia una nuova vita alla jorge amado tra donne bellissime e personaggi incredibili, senza cocaina, senza sesso selvaggio, ripulito e innocente in mezzo ai dannati del mondo
infine il rientro nell’italia di oggi, volgare e superficiale, patri di veline e di escort, disegnata dalle tv a immagine del padrone di tutti; tony scopre, in mezzo alla stupida vacuità dei ricchi romani, la saggezza e il senso della (non solo) sua vita
interessante la tripartizione del libro, quasi una divina commedia personale nella quale l’ascensione di tony verso la saggezza avviene nonostante il degrado che lo circonda
“Perché noi dobbiamo vincere le madri. Che non è impresa da poco. Ingombrano per sempre, le madri, fino alla morte delle loro figlie. Dobbiamo sconfiggere l’affetto apparentemente disinteressato di quelle donne macigno fatte in ghisa. Dobbiamo dargli un’altra angolazione della vita, un’altra prospettiva su cui contare, ogni santa volta. Farle abbracciare il mondo, come se quelle lo avessimo inventato noi. Il bluff è il motore della nostra seduzione. Ma un bluff col sapore della verisimiglianza. Niente Goldrake del cazzo e Fantastici Quattro.”
“I geni sono quelle persone che ci stai a fianco senza nessuno sforzo. Ecco chi sono i geni.”