il libro che ha impostato il concetto di modernità liquida, certifica la fine dell’illusione del modernismo che esista un fine un obiettivo da raggiungere una società giusta un equilibrio tra domanda e offerta e non invece una perenne corsa verso mete mai raggiunte, la proclamata fine di utopie e distopie: di grande fratello ci è rimasto solo quello televisivo
importante la descrizione del passaggio di stato di tutti noi da cittadini a individui, ossessionati dalla solitudine e dal successo personale e piena di spunti l’analisi dello shopping compulsivo, unico rito quotidiano in grado di compensare le insicurezze notturne e di rassicurarci sulla nostra adeguatezza e normalità di consumatore
in un libro anche troppo pieno di spunti, non tutti sviluppati nel libro, ma utilizzati nei numerosi libri liquidi successivi, troviamo anche una bella riflessione sull’arte di saper vivere con le differenze, sulla capacità di apprezzarle superando la tentazione di reagire rifugiandoci nella paura dell’altro e nell’insicurezza, sfruttate tanto abilmente in questi anni dalle destre xenofobe europee
il paradigma della liquidità viene applicato alle diverse dimensioni del vivere sociale quasi per rileggere sotto questa lente le sezioni di un manuale di sociologia: emancipazione, individualità, tempo/spazio, lavoro, comunità
in fondo al libro un’acuta e originale analisi delle guerre jugoslave degli anni ’90 e delle contraddizioni dell’intervento internazionale che non è riuscito a risolvere i problemi locali e in alcuni casi ha aggravato le tensioni nazionalistiche e le “aggressioni tribali”
” … il crollo graduale e il rapido declino dell’illusione protomoderna: della convinzione che la strada lungo la quale procediamo abbia un fine, un telos conseguibile di mutamento storico, uno stato di perfezione da raggiungere domani, tra un anno, nel prossimo millennio, una qualche sorta di buona società, di società giusta, di società priva di conflitti”
“Il numero di possibilità esistenti è superiore – dolorosamente superiore – a quelle che una singola vita, per quanto lunga, avventurosa e industriosa, possa tentare di esplorare e tanto meno cogliere.” (chi non ha provato questo dolore?)
“L’articolo prodotto in massa è lo strumento della differenziazione dell’individuo. L’identità – “unica” e “individuale” – può essere acquisita solo tramite il prodotto che tutti comprano e può essere preservata solo attraverso lo shopping.”