linguaggio piano, storia un po’ ruffiana, spesso inverosimile (come quando un ragazzino con la terza media legge, come secondo libro della sua vita, l’ulisse di joyce) – il protagonista racconta la storia della sua infanzia in una triste famiglia e in parallelo la storia di un amore finito da poco
il libro è pieno di citazioni di autori vari, molte stimolanti, ma comunque troppe – fanno risaltare la differenza con la scrittura dell’autore, davvero troppo piatta: sembra che per contratto abbia l’obbligo di usare solo poche parole e semplici … forse una delle ricette del successo facile?
insomma un libro da ombrellone senza troppe pretese – potevo risparmiarmelo!
“… leggere mette in moto tutto dentro di te: fantasia, emozioni, sentimenti. E’ un’apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere le cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste. Ci fa riscoprire l’anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare una forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere.”
“E poi Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta. E’ da questo libro che ho imparato che non c’è niente più rivoluzionario al mondo che fare bene e con qualità quello che stai facendo.”