walter ha più o meno l’età mia – in gioventù, mentre lui faceva la sua carriera politica nel pci, io militavo nei gruppi e poi nel movimento (e poi nel sociale e infine nel sindacato)
qualche anno fa per qualche tempo ebbi fiducia in lui, nella sua visione di un partito nuovo, laico, moderno e progressista, ma legato alle tradizioni della sinistra – visione tragicamente smentita dalle azioni di una burocrazia dura a morire, cui veltroni non volle opporsi: da allora non mi fido più di lui come politico
avevo già letto qualcosa di wv e mi era piaciuto – in questo libro invece colgo con chiarezza la profonda distanza tra noi: walter è diventato un conservatore, uno di quelli che non sanno più comprendere quello che accade nella società (nella scienza, nel costume, etc.) e quindi ne hanno paura
il libro fotografa quattro momenti nella vita di una famiglia italiana, nel 1943, nel ’63, nell’80 e nel 2025: mentre i primi due episodi a tratti trasmettono lo spirito del tempo e regalano momenti di ricostruzione storico-sociale interessante, gli ultimi due sono “tirati via” e comunque pieni di un fastidioso rimpianto per il passato e di stupore davanti ai cambiamenti non compresi – nel complesso un libro che si può anche non leggere
“Giovanni avrebbe passato ore a guardarlo. Era incantato dalla magnifica perfezione di quell’oggetto. Una concessione alla meccanica, e dunque al progresso, in quell’isola senza tempo che è Villa Borghese. L’idrocronometro del Pincio era diventato per lui una meta fissa.”
“Si erano seduti a un tavolino vicino a una grande vetrata dalla quale potevano guardare le automobili sfrecciare sotto di loro. Era come quando i padre lo aveva portato sulla terrazza all’aeroporto di Roma a vedere gli aerei partire.”
(anche mio padre mi portò tante volte da bimbo sulla terrazza a fiumicino a guardare gli aerei … ciao papà!)
Che dire? Mi piace il WV scrittore, ho molto amato tutti i suoi romanzi, e sabato scorso ho comprato il suo nuovo libro, sto solo aspettando qualche ora di pace per leggerlo! Ho trovato i due primi episodi del libro NOI pieni di poesia e di emozioni, il bombardamento di san Lorenzo raccontato senza sbavature né compiacimenti inutili, i personaggi ed i loro stati d’animo descritti con i contrasti giusti.
Sono d’accordo su una certa scrittura un po’ arruffata e superficiale nell’ ultimo episodio, quasi che avesse voglia di chiudere la storia senza aver trovato il modo giusto per farlo, ma talmente mi è piaciuto tutto il libro, che mi sento di perdonarlo!