romanzo breve di javier marìas in cui è raccontato un amore perduto e un amore trovato per una stessa donna
il protagonista, cantante d’opera, conosce nei suoi viaggi una misteriosa donna, solo tratteggiata nel libro, e si innamora della possibilità di conquistarla, sottraendola al marito autoritario e cinico
l’amore perduto e l’amore trovato scorrono tra le pagine, sempre sullo sfondo del lavoro e dei continui viaggi del cantante, fino all’epilogo in cui si ritrovano quasi fusi insieme, unione istantanea tra passato e futuro
bel romanzo, ma certo non all’altezza di domani nella battaglia pensa a me
“Forse per soggiogare meglio, dal momento che so bene che non c’è sottomissione più efficace né più durevole di quella che si costruisce su ciò che è finto, o addirittura su ciò che non è mai esistito.”
“L’uomo sentimentale è una storia di amore in cui l’amore non si vede né si vive, ma si annuncia e si ricorda. Tutto questo può forse accadere? Una cosa come l’amore, che è sempre urgente e indifferibile, che richiede la presenza e la consumazione o consunzione immediata, si può annunciare senza che ancora esista, o essere ricordata davvero quando non esiste più? O non sarà forse che lo stesso annuncio e il puro e semplice ricordo, già e ancora rispettivamente, fanno parte di quell’amore?” (dall’epilogo – quello bellissimo – del libro)