il sito di wikipedia italia protesta contro la legge sulle intercettazioni: il comma 29 impone infatti ai siti di pubblicare le rettifiche “entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
la norma – già discutibile per i giornali, in quanto non si fa cenno a valutazioni da parte di alcun organismo terzo e tantomeno da parte della magistratura – rischia di uccidere qualunque sito collaborativo (i cosiddetti siti web 2.0)
e ci troviamo ancora costretti a citare la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (art.27) “Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore”
wikipedia dichiara “L’obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell’Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l’abbiamo conosciuta fino a oggi.”
e il tutto solo per evitare che il pubblico venga a sapere cosa fa il presidente del consiglio invece di pensare alla crisi economica che rischia di sprofondarci nel terzo mondo (proprio ieri moody’s ci ha declassato …)