
perdersi nel bazar tra mille semi, odori stranieri, teste di cinghiale e burro fatto in casa
chiudere la relazione finale in piedi al bar dell’albergo, alternandosi alla tastiera e confrontando parole e idee, con disaccordi e stima reciproca, riuscendo anche a divertirsi (che bella squadra!)
farsi portare dall’uccello di ferro a istanbul, dove andare a cena con colleghi fortuitamente in città: birra e chiacchiere a volontà
alzarsi in tram per far sedere una donna con bimbo, che inizia subito a litigare col marito e, seppur piccola, minaccia di picchiarlo
tornare a piedi da solo di notte da taksim a sultanahmet, farsi sorprendere dall’improvvisa torre di galata, scivolare sul ponte simbolo, respirare il mare e lo skyline fantastico
[...] notte a istanbul fare una passeggiata da solo davanti a aghia [...]