domenica sera italia – inghilterra da solo in albergo a zagabria, dopo due salti aerei, un bus e una passeggiata in centro – martedì mattina sveglia, doccia, colazione e mi viene a prendere la macchina per andare a banja luka
tre ore di macchina con autista che conosce venti parole di inglese e con numerosi cd di musica pop bosniaca: grazie, ma preferisco i metadati bosniaci, oggetto della missione organizzata insieme a statistics denmark
fila notevole alla frontiera croata-bosniaca: pazzesco pensare che oggi si viaggia quasi in tutta europa senza fermarsi e qui controlli di qua e di là del fiume dove pochi anni fa si era concittadini
il passaggio della frontiera è un salto all’indietro nel tempo: la bosnia sembra rimasta ferma agli anni ’80, ovunque una sensazione di provvisorio, di caotico, di arrangiato – davvero un esempio impressionante dei danni a lungo termine di una guerra civile
arriviamo a banja luka e mi incontro in albergo con mogens, il danese con cui portiamo avanti l’attività (ben piazzato, parla mangiandosi le parole) – decidiamo le attività della settimana e andiamo al rsis, il locale istituto statistico dove si lavora questa settimana (vi risparmio la complessità istituzionale di un paese con meno abitanti del lazio che ha tre istituti di statistica!)
il lavoro parte bene – si parla del sistema dei metadati statistici – i bosniaci (rigorosamente lottizzati etnicamente) sono interessati e preparati e il coordinatore è giovane e sveglio
rientrati in albergo passiamo il pomeriggio e la sera a preparare le presentazioni per martedì – breve break per la cena in una banja luka dove la pioggia ha cacciato il caldo soffocante della mattina
martedì mattina lungo lavoro sui metadati e su ddi – poi si rientra in albergo e si preparano le presentazioni del giorno dopo – mi ribello al taxi e rientro a piedi: tre quarti d’ora di passeggiata dalla periferia al centro di banja luka … divertente!