ebook di andrea vitali, mio coetaneo – una lunga catena di avvenimenti ambientati in un paesino sul lago di como durante il ventennio
ogni paragrafo parte da un ricordo o un richiamo nel paragrafo precedente e i personaggi del paese sono visti in diverse situazioni e in vari momenti della vita
poco alla volta dalle tante pennellate esce il quadro corale a cui ognuno dà il suo piccolo contributo – mi ha ricordato i libri e i luoghi di piero chiara, anche se i personaggi e le storie scivolano subito via dalla memoria del lettore
“Era arrivato, in treno, nelle prime ore di un pomeriggio da tregenda: un vento gelido stava suonando tutta un’orchestra di violini, neve sulle montagne, il lungolago una lastra di ghiaccio. Sua moglie, che era cresciuta come un pomodoro al sole e all’aria mite, non era riuscita a spiccicare una parola davanti a quel panorama in agitazione. Aveva aperto bocca solo la mattina seguente.”
“Al che il Maccadò, con un cosciente, supremo disprezzo della sintassi, rispose: «I carabinieri sono io», e quindi si presentò.”
Ho letto “Olive comprese” e mi è anche piaciuto, così come mi è piaciuto il successivo “Dopo lunga e penosa malattia” (oddio, il titolo è giusto? mi pare di si). Però va fatto un appunto: Vitali è un bravo scrittore, ma va considerato un epigono. Di chi? Di quel grandissimo scrittore e sublime cantore della provincia italiana (del nord Italia: la stessa di Vitali) che fu Piero Chiara, che andrebbe riscoperto, riletto – o semplicemente conosciuto. Quindi rileggersi (che è sempre un piacere) o leggersi per la prima volta (pure meglio? No: sempre meglio la seconda volta!) capolavori come “La spartizione”, “Una spina nel cuore”, “Il cappotto di astrakan” e pure l’incompiuto “I giovedì della signora Giulia”; e ben vengano pure i libri di Vitali, finchè gli epigoni scrivono bene!
Carolina