ieri sera sono poi riuscito ad andare in piscina: nonostante un forte senso di irrealtà e qualche senso di colpa (?) mi sono tuffato in una piscina olimpica e mi sono fatto molte vasche nuotando e godendo del fresco dopo la giornata caldissima
dopo cena mi sono incamminato verso il centro del paese – transenne ovunque, molti palazzi apparentemente a posto che svelano d’improvviso crolli e crepe, ogni tanto cumuli di mattoni, un silenzio spettrale, qualche passante in bicicletta che gira ancora sbigottito per vie un tempo piene di luci e voci, coppie di militari in servizio (anti sciacalli?) – che impressione! provo a fare qualche foto, ma il buio e il pudore me lo impediscono
notte tranquilla, solita colazione e anche oggi mille lavori di configurazione, salvataggio, recupero … inizio a conoscere gli “standard” locali (ma perché noi informatici ci inventiamo ognuno nuovi “standard”?) e divento più efficiente – oggi solo qualche problema con un utente “ostico”, ma superiamo anche quello
problemi poi di cavi ethernet che non funzionano, di stampanti da configurare in rete, di utenti cui spiegare cose semplicissime e non … il tutto in mezzo a centinaia di persone che entrano nella scuola e negli uffici a cercare un permesso, un certificato, una casa
pranzo alla mensa friuli – mangio sempre da solo, abbastanza di corsa: non voglio perdere tempo in questi pochi giorni che sono qui – accidenti! domani già si rientra
ieri sera la mia ultima donna al telefono mi ha detto, quasi piangendo, “papà, ma io non voglio che ti fai male sul terremoto” … ci ho messo un po’ a tranquillizzarla
(nella foto il mitico “ced” dell’unione dei comuni area nord)