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Posts Tagged ‘cavalli sforza’

siamo stati con a. (5 anni e mezzo) a vedere la bella mostra “homo sapiens – la grande storia della diversità umana”, da un’idea di luigi luca cavalli sforza (di cui ho già recensito libri qui e qui)

la mostra, al palazzo delle esposizioni, vuole raccontare la storia del viaggio dell’uomo che, partito dal centro dell’africa 200.000 anni fa, ha colonizzato l’intero pianeta con la grande varietà di popoli e culture di oggi

interessante la storia dell’evoluzione della specie homo che riporta le più recenti scoperte, come la presenza nel nostro patrimonio genetico di geni provenienti dal neanderthal o la compresenza per migliaia di anni di due o tre diversi specie “homo” in molti territori (contesi?)

mi colpisce e mi piace scoprire che, da quando ho letto una dozzina di anni fa la fondamentale “storia e geografia dei geni umani“, molte scoperte si sono aggiunte, tra cui anche una nuova specie “homo, e anche la tempistica dell’evoluzione e delle migrazioni sono state modificate

la mostra è davvero ben fatta e adatta anche a bambini (a. ha resistito per più di due ore), ma la prima parte è forse troppo tradizionale, “spiegata” – meglio sarebbe stato introdurre da subito alcune innovazioni interattive, presenti solo nel’ultima parte della mostra

da vedere, fino al 9 aprile

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il grande genetista luigi luca cavalli sforza in questo libro ci offre una sorta di riassunto della storia della genetica, partendo da darwin e dalla sua dirompente scoperta (ancora oggi stupidamente avversata dai creazionisti), passando per mendel e le sue leggi riconosciute come valide solo dopo la sua morte, fino alla fondamentale scoperta di watson e crick della struttura del dna

poi, dopo aver illustrato i quattro pilastri dell’evoluzione (mutazione, selezione naturale, deriva genetica e migrazione), l’autore racconta la storia della conquista della terra da parte dell’homo sapiens – molte considerazioni possono essere anche usate come pacate risposte a tutti i razzismi di questi anni

chiude il libro una serie di riflessioni sull’età dell’oro, una sorta di testamento spirituale del novantenne scienziato, di cui consiglio il monumentale storia e geografia dei geni umani

“Gli uomini moderni originano tutti da gruppi molto piccoli che hanno cominciato a differenziarsi 100.000 anni fa, e 60.000 anni fa esisteva una tribù di circa 1000 individui da cui discendono tutti gli uomini viventi oggi, tranne due piccoli gruppi di cacciatori africani che si sono differenziati un po’ prima.”

“Molte nazioni sono governate da uomini politici profondamente egoisti e interessati soltanto al loro potere e alla loro ricchezza personale, e sono molto abili a nascondere il loro egoismo. E allora vale comunque la pena di studiare un poco queste comunità di cacciatori-raccoglitori che vivono ancora come i nostri antenati, i quali ignoravano se non addirittura evitavano attentamente, qualsiasi gerarchia sociale. Forse è utile guardarsi indietro; e l’antropologia ci permette di farlo direttamente, se accettiamo la scomodità di andare in regioni isolate ove ne vivono ancora. Ora lo sto facendo a tavolino, proponendo l’ipotesi che i cacciatori-raccoglitori vivano in condizioni simili a quelle che hanno generato la tradizione della cosiddetta “età dell’oro”: un’età precedente in cui si viveva in media meglio del presente”

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