la scoperta dell’alba

la scoperta dell’alba di Walter Veltroni: giudizio variegato …

convincente nella parte privata, nella descrizione di una coppia e di una famiglia che si sfalda dopo la nascita di una figlia down, nella storia dei rapporti tra padre e figlio adolescente innamorato dei suoi libri (Calvino su tutti)

anche lo straniamento del protagonista alle prese con le storie irrisolte della sua vita dà spunti felici di riflessione

paradossalmente (?) non mi convince nella parte politica: almeno due cose mi hanno dato proprio fastidio

Primo: la rappresentazione del ’77 solo come movimento violento: quel movimento restò schiacciato tra la militarizzazione kossighiana dello stato, avallata dal perbenista PCI dell’epoca, e l’ala violenta dal movimento, alleanza tra liderini a caccia di notorietà (alcuni dei quali da 30 anni distruggono tutto ciò che si muove a sinistra con il loro settarismo, v. anche le recenti vicende del prc) e l’ala tozza e militonta dell’autonomia
di certo il movimento non fu, come gli alleati militaristi delle due parti vogliono ancora oggi far credere, solo violenza, ma fu principalmente creatività alternativa e voglia di liberazione personale e politica
presentare poi, come fa Veltroni,  la manifestazione del 12.3.1977 solo come una manifestazione di violenti è uno stupido falso storico: siamo in tanti a ricordare pestaggi, certo non subiti da poveri poliziotti inermi; e siamo stati in tanti (la maggioranza assoluta del corteo!) a subire le violenze parallele di PS e AutOp

Secondo: il terrorismo delle BR fu un fenomeno complesso che contribuì alla sconfitta dei movimenti e la sua scelta di morte fu sconfitta prima eticamente e politicamente che militarmente; ridurre le tormentate scelte che portarono al terrorismo a gelosie personalpolitiche mi sembra operazione stupida oltre che storicamente falsa

detto ciò il libro, quando NON si occupa di (fanta)politica, è abbastanza godibile e Uòlter si dimostra uno scrittore sensibile, anche se ancora un po’ ingenuo

“In queste notti di parole scambiate, notti rare, mi sentivo davvero padre. Avevo ciò che non ero riuscito ad avere e scorgevo in questo ragazzo i segni, più perfetti, delle mie ansie, dei miei sogni, dei miei desideri. C’è stato un tempo in cui ho pensato di cambiare il mondo e forse un po’ ci sono riuscito. Non ho rimpianti, anche se non ho più illusioni. Ma la mia vita ora è tutta qui, in questa soffitta e nelle mura che la delimitano. E’ in queste albe che aspetto. E’ in Stella, il cui riscatto, la cui liberazione dai pregiudizi mi appaiono la più importante delle rivoluzioni possibili. E’ nei sogni di Lorenzo, nelle storie che insegue, nelle passioni che lo travolgono.”

anche a me capita spesso di pensare che ORA mi sento vivo anche attraverso i figli … le loro storie si sovrappongono alle mie, quasi una continuazione, mia eternità

“E’ la paura, Lorenzo, che domina le nostre vite. Paura degli attentati, paura delle malattie, paura della natura. Paure dovunque. Anche piccole. Paura che avendo messo tutta la vita nella memoria di un computer un virus, stavolta telematico, ce la consumi lasciandoci vuoti, nudi, senza tracce. E una sensazione di oppressione, di controllo. Qualcuno può sapere che spese abbiamo fatto, le malattie che abbiamo, può leggere le nostre e-mail, può sapere dove siamo grazie al cellulare. Siamo tutti registrati alla locanda della paura.”

vero: spessissimo sento in giro la paura diffusa di tutto, molti di noi ci vivono insieme, ci vanno a dormire e se ne fanno conquistare e dominare … sono contento di non far parte dei paurosi, mi sembra un segnale di invecchiamento (personale e sociale) … spero che le paure mi vengano dopo i cent’anni!😉

2 thoughts on “la scoperta dell’alba

  1. Concordo sul giudizio della parte politica. Per chi l’ha vissuta è davvero triste veder oggi tutto ridotto a un eccesso di violenza da parte di chi evidentemente stava fuori o ai margini.
    Ciao

  2. Pingback: noi #libri « il blog di Carlo

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