la saggezza della folla

saggezzaho letto la saggezza della folla di james surowiecki, un libro lodatissimo dalla stampa internazionale; forse la formula abbastanza giornalistica rende rapidamente obsoleto il libro. forse ultimamente ho letto troppi libri sull’argomento, ma nel complesso non mi sembra niente di speciale

il libro parte bene raccontando l’esperimento di galton, che un secolo fa a una fiera di bestiame dimostrò con un esperimento che la folla aveva in media una conoscenza (saggezza?) superiore a quella degli esperti: nell’esperimento la folla in media azzeccò il peso esatto di un bue, sbagliando di meno dell’uno per mille e facendo meglio di tutti gli individui presenti, molti dei quali esperti appunto di bestiame

il libro continua raccontando altri esperimenti che dimostrano la saggezza della folla e specificando correttamente le condizione alle quali la folla appunto è saggia: diversità di opinione, indipendenza, decentramento e aggregazione

interessanti le motivazioni a favore della diversità, che mi sembrano però abbastanza acquisite anche nel senso comune

decisamente debole e fastidioso il tentativo, neanche esplicitato, di contrabbandare per “saggezza della folla” anche i cosiddetti animal spirits del libero mercato: negli anni della bancarotta di enron e lehman brothers parlare di mercato perfetto e di concorrenza perfetta è ridicolo e mistificante

semplicistica anche l’affermazione che google sia frutto solo della saggezza della folla: sappiamo che il numero di scelte della folla è solo uno dei parametri che entra nell’algoritmo (peraltro segreto) di ricerca di google (per dettagli sull’algoritmo di google v. le dispense del corso Web 2.0)

“La libera circolazione delle idee fu quindi fondamentale per il successo della scienza occidentale. Solo grazie alla scienza aperta il comportamento interessato degli scienziati diventò vantaggioso per la società.”

“Molti dei punti di riferimento più importanti di internet – Google, Slashdot, Wikipedia – sono frutto della saggezza della folla e la rete, per sua stessa natura, può essere definita antigerarchica.”

7 thoughts on “la saggezza della folla

  1. Nel bene e nel male, i paesi di lingua inglese hanno una tradizione di divulgazione scientifica che da noi (con rare eccezioni) manca.
    Nel bene, perché questi testi, che spesso hanno un certo successo di vendita, rendono agevolmente accessibili a un pubblico di non specialisti i risultati della ricerca scientifica, risparmiando al lettore “generalista” la fatica di cercare, leggere e comprendere la letteratura specializzata.
    Nel male, perché soprattutto negli USA la letteratura di divulgazione risponde a un “format” alla lunga stucchevole: si comincia con un aneddoto che cattura l’attenzione, si riassumono i risultati delle ricerche che l’autore ritiene più rilevanti e interessanti, si tirano le somme per punti alla fine di ogni capitolo, e così via. Naturalmente, ci sono divulgatori più bravi e meno bravi, ma la struttura è quasi sempre la stessa e alla lunga stufa.
    Inoltre, la prospettiva della divulgazione impone all’autore di essere sempre piuttosto eclettico e inclusivo, e di non schierarsi troppo decisamente a favore o contro alcune delle tesi che nel dibattito scientifico in realtà si contrappongono.
    Poi c’è un problema di tempestività: se il lettore segue già, per propri interessi professionali o scientifici, un determinato ambito disciplinare, è aggiornato sui risultati di frontiera in tempo reale o quasi; il divulgatore, invece, deve aver avuto il tempo di raccogliere abbastanza materiale, di elaborarlo, di sottoporre il manoscritto e vederlo stampato e, nel nostro caso, di vederlo tradotto in italiano.
    Penso, comunque, che “La saggezza delle folle” meriti di essere raccomandato a chi si avvicina per la prima volta agli argomenti trattati.

  2. galton diede anche i primi contributi matematici all’analisi delle reti sociali. e vent’anni dopo, nel 1895, lebon si occupò della folla. cosa c’entrano queste mummie col web 2.0?
    c’entrano, c’entrano eccome…:-)

  3. Pingback: Super Crunchers « Sbagliando s’impera

  4. Pingback: il cigno nero « il blog di Carlo

  5. Ciao… il mio commento non c’entra molto con l’atricolo pubblicato… però visto che si parla di intelligenza collettiva forse mi potreste aiutare. sto scrivendo una tesi sull’argomento volevo sapere se potete darmi qualche dritta su qualche libro o articolo che parla di web 2.0 e intelligenza collettiva.
    non ho ancora letto il libro di surowiecki ma è pronto sul mio comodino… vi farò sapere presto cosa ne penso!!!

    grazie
    ele

  6. Pingback: Gramigne, iris e sigilli di Salomone « Glomus

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