umanità accresciuta

ho letto un libro interessante di giuseppe granieri: umanità accresciuta – come la tecnologia ci sta cambiando

copj13.aspnel libro si avverte la sensazione (che condivido in pieno) di essere di fronte / in mezzo a un cambiamento epocale, ma senza avere categorie e parole per capirlo e per descriverlo

gg è un convinto utente di secondlife, io invece non sono così sicuro che mondi paralleli come 2ndlife siano davvero parte del nostro futuro: mi fa dubitare in particolare  lo scarso successo presso nativi come i miei figli grandi (vedremo tra qualche anno con l’ultima!)

a parte questo dubbio, il libro è godibile e pieno di spunti di riflessione sul momento che stiamo vivendo: su migranti e nativi digitali, sulla velocità e l’accelerazione del progresso tecnologico, sulla percezione del Sé in rete e sui rapporti tra la presenza nel mondo reale e quelle nei mondi paralleli in rete

“La parola chiave, probabilmente, è accelerazione. Accompaganto dal concetto di aumento di scala. Spesso, infatti, siamo portati a considerare il cambiamento che stiamo vivendo come una rottura con il passato, come uno scarto improvviso. Certo il ‘digitale’ … non è il primo cambiamento discontinuo che l’uomo deve affrontare. Anche se, probabilmente, è il primo che si può osservare in maniera così netta all’interno di una sola generazione, tanto che noi che siamo nati nella seconda metà del XX secolo veniamo definiti migranti.”

“Le vite di domani saranno ricordate dagli storici di dopodomani con strabiliante chiarezza e lucidità, ricostruite atraverso l’enorme massa di blips, twits e cirps emesse dai nostri software sociali.
Comparate a queste, le nostre vite attuali sembreranno opache e inimmaginabili come quelle vissute dai nostri progenitori, che hanno abitato la stessa caverna per duecentomila anni, generazione dopo generazione, lasciando come unico ricordo nulla di più persistente di qualche osso sparso per terra.” (citazione di Cory Doctorow)

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