dammi mille baci

la storia delle forme dell’amore nel mondo antico, dopo i greci, continua con i romani

dei nostri antenati viene descritto il maschilismo che si esprimeva sia con le parole  (tutta da scoprire la volgarità di molte poesie dei grandi poeti, mai sentita nei nostri licei) che con comportamenti sessuali predatori verso donne  schiavi e nemici

molte espressioni usate ancora oggi (come “metterlo in ….” e simili) rispecchiano questa visione machista del sesso

il libro illustra con aneddoti e citazioni gli amori dovuti, quelli possibili e quelli proibiti per gli uomini e per le donne, e ben descrive l’inizio, verso la fine dell’impero, di una feroce repressione contro gli omosessuali passivi, rei di un comportamento usuale fino a poco prima con illustrissimi esempi imperiali

“Come potrà un ragazzo che da giovane ha subìto sessualmente un altro uomo – come fanno i giovani greci – a diventare il maschio dominatore che deve diventare? … Alla sua possente e inesauribile virilità – così gli hanno insegnato a percepirla – le donne non possono bastare. Deve sottomettere anche altri uomini: sempre che, beninteso, non siano suoi concittadini.”

“… il piissimo Augusto fece approvare una “legge Giulia sugli adulteri”, dove per adulterio si intendevano tutte tutte le relazioni extramatrimoniali intrattenute da una donna, coniugata, vergine o vedova che fosse… Nessuno, a Roma, accolse con favore la legge Giulia, che di fatto non venne quasi mai applicata. A non apprezzare affatto la nuova legge, infatti, oltre agli uomini, furono anche, per ragioni evidentemente diverse, le matrone romane, che manifestarono pubblicamente e clamorosamente la loro contrarietà con una iniziativa straordinaria e – tranne per il povero Augusto – divertentissima. Le legge escludeva dal suo campo di applicazione le prostitute e le ruffiane. Ebbene: un bel giorno, i romani assistettero a una scena inaudita (a raccontarla sono Svetonio, Tacito e Papiniano). Un buon numero di matrone -uscirono dalle loro case e andarono a registrarsi negli elenchi delle donne che esercitavano queste professioni. Registrarsi come prostitute divenne quasi una moda, che si protrasse nel tempo, oltre la morte di Augusto.”

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