la donna gigante

lidia ravera mi è sempre piaciuta, vicina per militanze e sensazioni comuni, da lei ho negli anni ricevuto squarci di visioni sul mondo femminile così vicino così impenetrabile per noi maschietti

nel libro il primo racconto (il migliore, da un dialogo teatrale) segue una donna a 30 40 e 50 anni, le sue sconfitte paure battaglie in un continuo confronto con il mondo maschile e la sua alterità; bella la capacità di raccontare con (auto)ironia i nostri anni (“Quel ricordo di passate contrapposizioni, il coro angelico degli anni settanta: sporco maschio, fredda strega!”) e quello che siamo diventati

forse meno riusciti gli altri racconti, tutti però delicati e ben scritti, tutti portatori di qualche riflessione mai banale su questi anni e sui nostri (e altrui) valori

“Il tempo è denaro. Ma il denaro è tempo? Te la puoi affittare la giovinezza? La pigli in leasing? … Il denaro è premio a se stesso e il tempo non ritorna mai,non si fabbrica ì, non si duplica. Va via, la vita scorre scorre scorre.”

“Io le ho viste e donne in carriera, quelle vere non quelle che gli è scappato di farla, come a me, le ho viste quelle che la carriera l’hanno perseguita militarmente usando cosce culi e cultura, intuito intimità e altri intrugli.”

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