la banalità del male

la arendt seguì per il new yorker il processo del 1961 a adolf eichmann a gerusalemme: eichmann, catturato in argentina con una azione (illegale) dei servizi segreti israeliani, fu uno dei registi delle deportazioni degli ebrei europei

il libro è fondamentale per capire il dramma della soluzione finale perseguita dai nazisti per il problema ebraico, ma ancora di più per la descrizione appassionata e scrupolosa del comportamento del carnefice e della sua banalità

la scoperta che uno dei grandi criminali nazisti fosse in fondo solo un burocrate impegnato ad eseguire ordini e preoccupato della sua carriera, ci obbliga a riflettere apertamente sui concetti di colpa e responsabilità individuale

documentatissima la ricostruzione delle deportazioni nei diversi paesi europei e piena di spunti interessanti l’analisi del comportamento delle comunità ebraiche i cui capi furono in molti casi docili strumenti nelle mani dei nazisti

“Sia che scrivesse le sue memorie in Argentina, sia che le scrivesse a Gerusalemme, sia che parlasse al giudice istruttore, sia che parlasse alla Corte, diceva sempre le stesse cose, adoperando sempre gli stessi termini. Quanto più lo si ascoltava, tanto più era evidente che la sua incapacità di esprimersi era strettamente legata a un’incapacità di pensare, cioè di pensare dal punto di vista di qualcun altro. Comunicare con lui era impossibile, non perché mentiva, ma perché le parole e la presenza degli altri, e quindi la realtà in quanto tale, non lo toccavano.”

“… anche supponendo che soltanto la sfortuna ti abbia trasformato in un volontario strumento dello sterminio, resta sempre il fatto che tu hai eseguito e perciò attivamente appoggiato una politica di sterminio. … E come tu hai appoggiato e messo in pratica una politica il cui senso era di non coabitare su questo pianeta con il popolo ebraico e con varie altre razze (quasi che tu e i tuoi superiori aveste il diritto di stabilire chi deve e chi non deve abitare la terra), noi riteniamo che nessuno, cioè nessun essere umano desideri coabitare con te. Per questo, e solo per questo, tu devi essere impiccato.”

(le parole finali da brivido del bel libro della arendt fanno comunque venire il dubbio, anche in casi estremi come questo, su chi possa decidere di interrompere anche una sola vita umana … “Il Signore pose su Caino un segno, affinché chiunque lo incontrasse non lo uccidesse”)

Annunci

Informazioni su vaccaricarlo

father (3), blogger (vaccaricarlo), biker (Ducati)
Questa voce è stata pubblicata in libri e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...