marshall mcluhan #libri

non-biografia da leggere del profeta dei nuovi media scritta da uno degli scrittori più interessanti degli ultimi anni, il douglas coupland di generazione x

la vita di marshall mcluhan scorre nel libro con una scrittura a salti, ora giocosa ora postmoderna, sempre in grado di colpire e interessare il lettore – tante le citazioni di mm e tante le notizie sulla sua vita, non particolarmente avventurosa

interessante il tentativo di ricercare le fonti  dell’originalissimo pensiero di mm ora nell’infinito paesaggio canadese, ora negli studi di letteratura inglese del cinquecento (vedi la sua tesi su thomas nashe), ora nella sua conversione al cattolicesimo

coupland si impegna, con immaginazione e originalità, a farci rivivere le diverse fasi della vita del genio, sottolineando sempre la sua capacità di pensare “altro” e di anticipare di decenni fenomeni sociali di oggi

tenera l’introduzione (enter) con la rappresentazione di un momento della vecchiaia di mm, con il cervello devastato da un ictus, prigioniero di una mente ormai incapace di parlare al mondo – puntuale e affettuosa la traduzione di marco pensante

“Vogliamo tutte le informazioni e le vogliamo subito. Stare quarantott’ore senza email può provocare una crisi. La musica ha più importanza perché la musica è una costante. Le rimpatriate scolastiche hanno perso ogni senso perché sappiamo già benissimo cosa hanno fatto i nostri ex compagni di scuola. Spesso i bambini passano più tempo nel mondo dei sogni e nel cyberspazio che nella vita reale. Il tempo accelera sempre più.”

“In un certo senso le idee di McLuhan sono diventate come una canzone di cui conosciamo tutti la melodia ma non il testo completo, e quindi in lui leggiamo qualsiasi cosa ci venga in mente. Scordatevi i mediocri attori che si pavoneggiano: la vita nel XXI secolo è un karaoke, il tentativo senza fine di mantenere una dignità di fronte a un vortice di dati che scorre incontrollabile su uno schermo.”

” … Marshall era in sostanza un artista, qualcuno che usava idee e parole nel modo in cui altri avrebbero usato la pittura. E quando parlava nelle aule universitarie o davanti agli attoniti dirigenti dell’AT&T o ai freak scoppiati della Bay Area, la sua era performance art del massimo calibro.”

“Marshall era capriccioso e ostinato, e molto probabilmente viveva troppo all’interno della propria mente per essere veramente simpatico (anche se personalmente non dubito che del concetto di simpatia non potesse importargli di meno. Ma ragazzi-ragazzi-ragazzi, com’era bravo a mettere insieme le parole in un modo che oggi appare come un poema intricato e favoloso!”

2 thoughts on “marshall mcluhan #libri

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