iraq 2011 – 4

e finalmente … Baghdad! sveglia presto, colazione, taxi e poi l’aeroporto di amman, confusionario, un minestrone di vecchio e nuovo, povero e sfarzoso – facciamo il check-in tra famiglie emigranti con decine di valige enormi, mamme piangenti che salutano figlie che partono per chissadove, torme di bambini che passano sotto gambe e barriere

il volo è pieno e il viaggio tranquillo, ma all’atterraggio lo chock termico è notevole: ci sono più di 40 gradi e davvero manca l’aria, anche se il clima secco lo rende più accettabile – nell’aeroporto dobbiamo aspettare più di un’ora perché non si trova il nostro visto (noi ne abbiamo una copia, ma vogliono l’originale!) – da notare che il tutto viene registrato a mano su un registro, verificato al telefono con misteriosi interlocutori … se si pensa ai miliardi di dollari spesi in iraq …

quando finalmente riusciamo a passare il controllo passaporti, entriamo in un film di guerra e facciamo la conoscenza con i nostri “angeli custodi”: la missione è “sicurizzata” e non ci possiamo muovere senza di loro – con loro veniamo “armored” (giubbotto pesantissimo che con 44° …) e impacchettati in un convoglio che esce dall’aeroporto e affronta una sequenza incredibile di check-point di tutti i tipi, ognuno dei quali (tutti armati fino ai denti) controlla in modo diverso la macchina gli occupanti e i documenti (forse si potrebbe anche prendere un taxi e fare lo stesso percorso?)

dopo aver raggiunto la iz veniamo portati nella base della società di sicurezza, dove ci tengono un briefing sulla situazione locale e sui pericoli della città – la sensazioni di essere in un film si fa più acuta – e poi ci fanno mangiare nella mensa delle guardie del corpo: uno spaccato interessantissimo sulla vita di persone che normalmente non vediamo, che passano la loro vita qui (uno con cui ho parlato è qui da più di sette anni) guadagnando anche cifre notevoli in cambio di una nonvita ai margini

riflettevo che, come lo sviluppo della giordania è guidato da decenni dalle guerre di stati/popoli vicini, anche qui la guerra distrugge la convivenza civile e crea insieme occasioni di guadagno per una serie infinita di professioni – la sistemazione logistica è al limite della decenza, ma nei film di guerra ci siamo abituati 😉

e domani … nine-eleven

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