15 ottobre #15O

si parla tanto (troppo?) del 15 ottobre: vi riporto le opinioni che mi sono piaciute di più

– l’ immagine bellissima di marilungo qui a fianco

– il post di vittorio zucconi “Roma brucia: missione compiuta … Un governo che non sa garantire l’ordine e la sicurezza di una manifestazione autorizzata e pacifica nella propria capitale, che non sa prevedere e prevenire quello che tutti noi avevamo temuto, che permette a centinaia di professionisti dello sfascio di arrivare tranquillamente lungo il percorso annunciato della sfilata addirittura con “uniformi nere e maschere antigas” come dice una trafelata inviata del TGUno che si crede di essere a Kabul, dovrebbe dimettersi, invece di tentare di strumentalizzare le operazioni di questi spaccavetrine.”

– il bel post di claudia (@tigella): “Perché l’Italia berlusconiana si è provincializzata come mai nella sua storia e questa è probabilmente la peggiore delle conseguenze dell’avere Berlusconi in politica. Senza voler sminuire il pericolo che Berlusconi rappresenta, gli obiettivi del movimento globale che è nato ieri in tutto il mondo tranne che in Italia sono più alti, l’orizzonte è più vasto. … Il fallimento della manifestazione di ieri a Roma deriva proprio dal non aver compreso che non serviva un grosso evento nazionale, organizzato come qualunque altra manifestazione sindacale o di partito. Il non aver scardinato le modalità consunte di protesta e non aver capito che la giornata di ieri doveva servire ad avviare l’elaborazione di una proposta.”

– la bella lettera di marina (@alaskarp): “Devo scrivervi perché ho rispetto per chi muore per le cose in cui crede. Per chi non ha scelta. Per chi in piazza ci va studiando, facendo fatica, mediando con persone che la pensano diversamente. Per chi si stanca, e piange, per chi diventa eroe suo malgrado, e perde amici e fratelli, e pure non smette. … Voi siete solo imitatori, attori, pedine. Non avete rispetto per i vostri diritti, e ricoprite un ruolo ridicolo nella stessa recita che tanto detestate. … Vi va bene che siete italiani. Vi va bene che qui c’è qualcuno a cui fa comodo che esistiate, che finge di non vedere i bastoni nascosti a San Giovanni dalla sera prima, che non vi ferma alla stazione Termini mentre passate col viso coperto e un metro di legno che vi spunta dagli zaini. … Avrete pure vent’anni ma siete vecchi anche voi, non scandalizzate nessuno, e vi lasciate usare. Vi hanno fatto credere che la prima linea sia quella piazza da cui avete divelto i sanpietrini, e ci siete cascati. E invece, come vi dirà qualunque vero rivoluzionario, la prima linea è dentro, e si trova insieme, e costa tempo, pazienza, e fatica.”

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