la poesia è un appetito carnale

La poesia è un appetito carnale.

Il poeta è ammaestrato spiritualmente ma è fobicamente erotico.

Essendo timido, non darà il la alla Via Lattea del sentimento.

Grandi conoscitori di donne sono stati Giorgio Manganelli, Quasimodo, Montale, insomma tutti i grandi poeti.

Se c’è una gnosi che ha sempre affiancato il poeta e l’ha sempre ossessionato è stata la donna, cioè il valore del suo contrario.

L’investimento affettivo sulla donna è stato il far poesia astraendo dalla sua realtà, ed ecco la donna da amare, l’ispiratrice.

Insomma, l’amore è una gran bella follia.

(Alda Merini, da Reato di Vita)

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2 risposte a la poesia è un appetito carnale

  1. Matilde ha detto:

    La poesia è un appetito carnale… Sboccia lieve, quasi non la senti… Si allunga sulle punte xché vuole sbocciare , ma tu esiti,
    Non sei pronto .
    Le immagini dall’anima di staccano
    In sospensione
    Cerchi oleosi sull’anima che ha voluto rischiararsi
    Ma cresce
    Cresce dentro
    Le immagini gonfiano corpi
    Son parole, son versi
    Con vita loro
    Salgono alla gola e la annodano
    Con loro affollarsi.
    Non sai se sei pronto per la poesia
    Ma non puoi più deglutire
    Puoi solo vomitare versi che neanche controlli
    Non ti appartengono più
    Son carne
    E si fan sentire

    vedi Poesia Carnale

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