lampi

di barabasi ricordiamo il bellissimo link, testo fondamentale di analisi delle reti (da leggere assolutamente) – in questo libro l’autore ricerca regolarità nel comportamento umano, facendosi aiutare dall’enorme mole di dati che la rete ci mette a disposizione

saltiamo così dal sito wheresgeorge.com, dove vengono tracciati i movimenti delle banconote da un dollaro, alle trame diplomatiche di un conclave del ‘500, dalle frasi famose di andy wharol (in futuro ognuno avrà quindici minuti di notorietà) all’organizzazione di una crociata

e in molti fenomeni, fra loro lontanissimi, viene riscontrata la presenza della nota legge di potenza, secondo la quale a lunghi periodi di riposo seguono momenti di attività intensa, che l’autore chiama “raffiche” o appunto “lampi”

mi affascina scoprire che einstein rispondeva alle lettere un po’ come noi rispondiamo alle mail, usando un criterio di priorità che fa sì che ad alcune lettere si risponda subito e altre possano aspettare un tempo quasi infinito – tra l’altro da anni sono incuriosito da come ognuno di noi gestisca il suo elenco di priorità nel lavoro quotidiano, e mi ha fatto piacere trovare esempi di gestione di questi elenchi da parte di grandi esperti di management (v. l’aneddoto su ivy lee e i suoi elenchi delle sei priorità)

nel complesso il libro, che usa come fil rouge la storia del controverso giorgy szekely, non raggiunge grandi risultati, limitandosi ad accumulare intuizioni anche interessanti, ma senza riuscire a convincere o a sistematizzare – molto belle invece le note finali, piene di link e riferimenti ai numerosi argomenti storici e di ricerca citati nel libro

“Con ciò siamo arrivati all’obiettivo fondamentale di questo libro: mostrare come la nostra nudità di fronte alla crescente diffusione delle tecnologie digitali crei un immenso laboratorio di ricerca che supera per dimensioni, complessità e dettaglio tutto ciò che la scienza ha incontrato finora. … Per spigolare intuizioni e idee nuove dobbiamo smettere di considerare le nostre azioni come eventi discreti, casuali e isolati. A quanto pare, invece, fanno parte di una rete magica di dipendenze, in cui ogni storia si trova all’interno di una rete di storie, rivelando ordine dove non ne prevedevamo e casualità dove meno ce l’aspettavamo. Dimenticate il lancio dei dadi e le scatole di cioccolatini come metafore della vita. Pensatevi come un robot sognante guidato dal pilota automatico e sarete molto più vicini alla realtà.”

“A un certo punto, gli scienziati hanno tacitamente convenuto di accettare il paradigma fondamentale che continua a governare la scienza dell’attività umana: in pratica il nostro comportamento è casuale. Imprevedibile. Indeterminabile. Inimmaginabile. Irregolare.
Questo presupposto presenta un solo problema: molto semplicemente, è falso.”

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