vita di eleonora di arborea #libri

nel trecento la sardegna era divisa in quattro giudicati, piccoli stati autonomi – uno dei quattro, quello di arborea fu retto da una donna, la giudicessa eleonora, ultima regnante indigena dell’isola

eleonora, che riuscì a riunire sotto la sua bandiera i popoli sardi e a sconfiggere anche gli aragonesi, è anche famosa per il codice di leggi carta de logu, una sorta di costituzione restata in vigore fino all’800

nella biografia viene descritta la vita nella piccola corte sarda e i continui contatti e scontri con il regno di aragona e con genova, pisa e il papato – eleonora fu portata via dalla peste che sconvolse in quei decenni l’europa

“Da tempo erano cessati il belato delle greggi che ora dormivano negli ovili e il rintocco delle campane cittadine che per tutto il giorno avevano suonato a morto. Perché la peste era arrivata anche a Oristano, portata in Sardegna da una nave proveniente da Valencia, e la gente del popolo moriva, morivano i majorales e i funzionari, i i pastori, i contadini, i mercanti, i soldati e i marinai. Brancaleone e Mariano non erano stati colpiti dal morbo, ma Eleonora aveva pianto molti vecchi amici, molti fedeli collaboratori. La sua corte, al Palazzo Giudicale, si era spopolata.
Adesso era stanca. Poggiò la testa grigia sulle braccia incrociate sul davanzale e subito la colse un sonno leggero, in cui i rumori provenienti dalle stanze al pianterreno del Palazzo si confondevano con le immagini del sogno.”

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