we, the web kids

trovato su internazionale un bell’articolo di piotr czerski scrittore e poeta polacco nato nel 1981 (in english you can read it here)

riporto le frasi che più mi hanno colpito: davvero noi vecchi analogici dovremmo cercare di capire

“We grew up with the Internet and on the Internet. This is what makes us different; this is what makes the crucial, although surprising from your point of view, difference: we do not ‘surf’ and the internet to us is not a ‘place’ or ‘virtual space’. The Internet to us is not something external to reality but a part of it: an invisible yet constantly present layer intertwined with the physical environment. We do not use the Internet, we live on the Internet and along it.”

“Noi siamo cresciuti con internet e su internet. È questo a renderci diversi, è questa la differenza fondamentale, per quanto sorprendente dal punto di vista di chi ha qualche anno di più: noi non “navighiamo” e internet per noi non è un “luogo” o uno “spazio virtuale”. Internet per noi non è qualcosa di esterno alla realtà, ma ne è una parte, uno strato invisibile ma sempre presente e strettamente intrecciato all’ambiente fisico. Noi non usiamo internet, viviamo su internet e ci muoviamo con lei.”

“One more thing: we do not want to pay for our memories. The films that remind us of our childhood, the music that accompanied us ten years ago: in the external memory network these are simply memories. Remembering them, exchanging them, and developing them is to us something as natural as the memory of ‘Casablanca’ is to you. We find online the films that we watched as children and we show them to our children, just as you told us the story about the Little Red Riding Hood or Goldilocks. Can you imagine that someone could accuse you of breaking the law in this way? We cannot, either.”

“C’è un’altra cosa importante: non vogliamo pagare per i nostri ricordi. I film che ci ricordano l’infanzia, la musica che ci ha accompagnato dieci anni fa e cose simili, nella memoria della rete sono semplici ricordi. Ricordarli, scambiarli e svilupparli per noi è naturale quanto per voi ripensare a Casablanca. In rete troviamo i film che guardavamo da bambini e che facciamo vedere ai nostri figli, proprio come voi ci avete raccontato le favole di Cappuccetto Rosso e di Ric­cioli d’oro. Riuscite a immaginare che qualcuno possa dirvi che raccontandole avete infranto la legge? No. Neanche noi.”

“What we value the most is freedom: freedom of speech, freedom of access to information and to culture. We feel that it is thanks to freedom that the Web is what it is, and that it is our duty to protect that freedom. We owe that to next generations, just as much as we owe to protect the environment. “

“Quello a cui diamo più valore è la libertà: di parola, di accesso alle informazioni e alla cultura. Sentiamo che è la libertà a rendere il web quello che è, e che è nostro dovere proteggerla. Lo dobbiamo alle generazioni future tanto quanto la conservazione dell’ambiente.”

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