facebook per genitori

simpatico ebook di giovanni boccia artieri che ci aiuta a riflettere contemporaneamente sul difficilissimo mestiere di genitori e sull’uso della rete da parte dei nostri ragazzi

piacevole ritrovare nelle parole dell’autore i dubbi che ci vengono quando osserviamo l’immersione dei nostri figli nei media (consumano insieme tv, social network, chat, mail, sms, …), senza capirla completamente

mi rendo conto di essere avvantaggiato rispetto ai miei coetanei per la conoscenza professionale dei social network, ma questo risolve solo una parte dei problemi – restano intatte le domande sugli eventuali pericoli della rete e su quanto l’immersione nei media sia positiva per il loro sviluppo intellettivo e per la loro maturazione nei rapporti sociali

mi ha poi colpito ritrovare esposto nel libro un aspetto dell’uso della rete che nella mia esperienza è avvenuto con l’avvio del blog: la “consapevolezza di avere un pubblico” e quanto questo cambia il modo di riflettere sulle proprie esperienze (e forse anche il modo di viverle) – a me è stato subito evidente con i libri: il fatto di “doverli” recensire sul blog mi ha portato a leggere in modo diverso, con più attenzione – chissà se è lo stesso per tutte le nostre esperienze che esponiamo in rete?

“Tutte le micro produzioni narrative che avevano prima la loro dimora domestica nei diari, negli album di famiglia o nei post-it lasciati sul frigorifero al proprio partner, vengono riversate come un flusso intrecciato sui social network. E in questa pubblicizzazione del privato siamo esposti allo sguardo di un pubblico che non sempre percepiamo correttamente. Docenti che leggono i contenuti dei loro studenti, e viceversa. Datori di lavoro che leggono i contenuti dei loro dipendenti, e viceversa.2

“L’azione di fermarsi diverse volte al giorno a riflettere su cosa si prova o su cosa si sta pensando può diventare, dopo settimane e settimane di pratica, una specie di gesto filosofico. Come il “conosci te stesso” della filosofia greca o il concetto terapeutico della “pienezza mentale” […] la consapevolezza di avere un pubblico aumenta la portata dei processi riflessivi perché, come hanno sottolineato i miei intervistati, si cerca di descrivere le proprie attività in modo che queste risultino non solo precise ma anche interessanti per gli altri: lo status update come una forma di letteratura.”

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