l’ombra di artemisia

ombrala violenza sulle donne mi ha sempre fatto nascere una grande rabbia dentro, penso che potrei arrivare a uccidere chi la agisce – leggere storie di stupro mi fa venire il mal di stomaco per la rabbia e l’impotenza, mi fa vergognare di appartenere allo stesso genere degli stupratori

questo libro (ebook) si è fatto comprare per una recensione dove si parlava di artemisia gentileschi, una delle poche donne riuscita ad affermarsi nelle arti nel ‘600 – pensavo di leggerne una biografia, magari romanzata

invece (o meglio, inoltre!) è una storia a cavallo tra il nostro presente e il passato di artemisia, accomunati dal disprezzo di alcuni uomini per le donne indipendenti e di talento – come dicevo si parla anche di violenza sulle donne, inferno attraversato dalle due protagoniste

la storia decolla dopo un po’, alterna momenti di disperazione alla speranza di una rinascita possibile – forse a volte un po’ retorico, altre volte coinvolgente fino alle lacrime

“«Dai, riprova» la invitò Orazio. Artemisia infilò un bastoncino di legno nell’inchiostro. Scrisse lentamente il proprio nome una volta e poi un’altra ancora, poi ancora e un’altra volta ancora. «Brava» approvò Orazio. Artemisia scrisse di nuovo il proprio nome, poi, con tratto rapido e più deciso, tracciò sul foglio i lineamenti di suo padre.”

«Cari colleghi» esordì con tono austero e ironico allo stesso tempo, «sapete ovviamente tutti del film che sta girando Jenny su Artemisia Gentileschi. Bene, se non sapete chi è ve lo spiego io. Una famosissima pittrice del Seicento, forse la più grande di tutte, violentata dal migliore amico di suo padre, un certo Agostino Tassi, collega stupratore dei tre imputati in questo processo.»

«Decine di testimoni si presentarono per ricoprirla di fango: in ogni modo e senza esclusione di colpi. Sono passati quattro secoli» disse alzando quattro dita verso la telecamera. «Quattrocento anni» gridò, forzando una pausa tra ogni sillaba. «È questa la strategia della difesa? Volete convincere noi e la giuria che non è cambiato niente? Che l’essere considerate libere o puttane ci rende automaticamente carne da macello? »

One thought on “l’ombra di artemisia

  1. Caro Carlo, curiosando alla ricerca di commenti sul mio romanzo, ho trovato il tuo blog. Grazie per averne parlato e per condividere come uomo una problematica che ci offende tutti oltre ogni immaginazione. Ciao, maurizio

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