il rimorchio al tempo di ruzzle

ruzzleda qualche mese il gioco ruzzle impazza sui nostri cellulari: anche la sera se fate silenzio, dalle case vicine si leva il trillo del giochino – amici e colleghi sono impegnati a trovare le combinazioni di lettere per formare parole, spesso improbabili

le persone si dividono velocemente in categorie diverse, dai lenti senza speranza ai mostri inarrivabili -le sfide continuano a tutte le ore del giorno e della notte: a baghdad con il fuso orario trovavo comunque italiani disposti a giocare a tutte le ore

divertente scoprire affinità e lontananze nella scelta delle parole: con alcuni si trovano più o meno le stesse parole, altri utenti sono invece assolutamente “trasversali” e trovano parole che non riusciamo a “vedere”

con ruzzle si può giocare con gli amici – conoscendo il nickname o  usando l’account facebook – ma anche con sconosciuti che vengono assegnati dal sistema tra gli utenti con livello simile

il gioco consente anche una chat rudimentale, nata per commentare le partite – ho scoperto recentemente che la chat viene anche utilizzata per rimorchiare: in effetti si aprono contatti con persone di cui spesso si ha solo un nick e un avatar, ma con cui via via si instaura una complicità e una conoscenza aiutata dalla possibilità di mandare messaggi per scoprire poco alla volta le “caratteristiche” del/la compagna/o di gioco

e la possibilità di chattare e di controllare statistiche e classifiche (gamification) aggiunge quel qualcosa in più a un gioco antico: un “paroliere” o uno “scarabeo” in salsa 2.0!

4 thoughts on “il rimorchio al tempo di ruzzle

  1. E certo… Attempate madri di famiglia lasciano bruciare polpette e ragù per tentare di vincere con il biffo siciliano con cui ormai si scambiano regolarmente il buongiorno e la buonanotte…. Ne ho sentito parlare!

  2. C’è qualcosina di tragico, in tutto questo, qualcosa che ha a che fare con la solitudine, e la noia… probabilmente un modello di vita che lascia, come unico spiraglio di comunicazione, Facebook e la chat di Ruzzle, non è il più grande successo dell’uomo..

  3. Tento una lettura meno pessimista rispetto a quella di Paolo: i rapporti interpersonali VERI sono, a mio parere, selettivi – e non da oggi, ma da sempre. I veri amici non sono mai cento, sono (almeno credo) più o meno intorno a una decina. Tutto il resto è gioco: con la proliferazione dei mezzi di comunicazione, le possibilità di giocare (non solo a ruzzle!) aumentano; e forse è un modo come un altro per passare piacevolmente del tempo “con” gli altri, senza porsi troppo pesantemente la questione se si tratti o no di veri amici…Se poi qualcuno rimorchia pure (come l’allegra casalinga che poi brucia il sugo del messaggio di Elvira), ben per lui o per lei! E’ primavera; non sembra, ma è primavera e la rete aiuta la libera circolazione dell’ormone…la solitudine e la noia faranno il resto: non ci si può far nulla…Ciao a tutti (e giocate responsabilmente, ovviamente)!
    C.

  4. Pingback: 2013 in review: my blog | il blog di Carlo

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