l’orco berlù

526528_berlusconi ospedaleC’era una volta un paese lontano e bizzarro di nome Italia. Al contrario dell’Alto Adige, in Italia andava tutto storto: auto bloccate nel traffico, file interminabili alla posta ed elezioni vinte sempre da un orco viscido e gelatinoso di nome Berlù. Quando non era occupato a emanare leggi che lo rendessero sempre più ricco e potente, l’orco Berlù organizzava festini con le fate del bosco.

Grazie al suo portafogli magico, l’orco faceva apparire soldi, gioielli e perfino delle case intere per convincere le fatine più deboli a giocare al bunga bunga. Questo gioco era vietato in tutto il reame ma l’orco Berlù, con l’aiuto della bella e perfida strega Minetta, superava tutti i divieti: così, nelle notti del bunga bunga, fatine nude e ubriache ballavano sui tavoli, abbracciavano l’orco gelatinoso come fosse un bellissimo principe e lo facevano ridere mascherate da maestre o infermierine.

L’unica arma per annientare l’orco Berlù era la scheda elettorale, un magico pezzetto di carta con cui il popolo poteva decidere chi doveva diventare re. Gran parte degli italiani, però, dormiva un sonno profondo, frutto di un incantesimo che loro stessi si erano gettati addosso. Ma d’altronde l’Italia era un paese lontano e bizzarro, dove niente andava mai per il verso giusto.

(da Internazionale)

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One thought on “l’orco berlù

  1. Come nelle favole, ma per fortuna meglio che nelle favole, quel gruppo di cittadini che sembravano addormentati, erano invece ben svegli ed a loro si aggiunsero molti che avevano seguito i “capelloni urlanti a 5 stelle, ed altri che pensavano di poter pettinare le bambole. L’incantesimo del Mago che era solo capace di fare debiti cominciò a svanire sotto i colpi della fata Merkelana. La folla, usando il magico pezzetto di carta dette un contentino amministrativo agli smacchiatori di giaguari. Subito dopo comincio la gente a capire che tutte le accuse dei Corvi Nerovestiti erano solo tentativi maldestri di far fuori il Berlu che più forte e piu amato di prima cominciò a ricostruire ed a concedersi, il settimo giorno, il riposo e il meritato svago.

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