tango alla fine del mondo

Tangol’ultimo libro di diego cugia racconta una storia di emigranti siciliani in argentina, dei contrasti e delle somiglianze tra due culture del sud del mondo

la trama si gioca sulla lotta mortale tra due uomini che rappresentano due visioni del mondo, il bene e il male, la voglia di distruggere e quella di costruire, metafora delle contraddizioni dei sud – donne forti e volitive diventano terreno di scontro tra i due mondi

il libro prende e i personaggi reggono, anche tra qualche eccessiva disinvoltura storica, ma mi ha dato veramente fastidio la troppa violenza che riempie la storia e divora i personaggi, una violenza che l’autore crede essere l’unico modo che ha per fare colpo su noi lettori

“Michele fumava appoggiato con la schiena alla baracca di Bruno e Olga, pochi metri più in là. Le sembrò più distante dell’alfabeto o della luna.”

“Sul ponte della corvetta, i volontari di ritorno da Cuba cantavano senza parole, con la paradossale nostalgia che afferra alla gola i sopravvissuti di guerra. Uccidere è l’unica alternativa dei maschi al fare l’amore. Entrambi generano dipendenza. Ma i letti, a volte, sono più fatali dei campi di battaglia.”

“Vissero e furono vissuti dalla pampa argentina; destarono scandalo nei villaggi perché la loro passione si accendeva nei luoghi più disparati ed era cieca alle convenienze e ai costumi locali.”

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