il malinteso

13479526ebook letto all’aeroporto di erbil, il primo romanzo della némirovsky – molto ben scritto per essere una opera prima giovanile (aveva soli 23 anni), il libro racconta l’inizio e la fine di un amore tra un giovane decaduto/decadente e una mogliettina innamorata dell’amore

la storia mi ha colpito per la assoluta lontananza dell’autrice dal maschile, che le risulta inspiegato e incomprensibile – i rapporti tra i sessi sono vissuti comunque come sofferenza da ambo le parti e davvero non si capisce perché i protagonisti si sottopongano a questa tortura che non porta mai né piacere né felicità

i romanzi dell’autrice (vedi anche il disperato david golder, che ho letto subito dopo) contengono un pessimismo incondizionato e uno sconforto che sembrano prefigurare/prevedere il dramma personale della némirovsky, deportata e uccisa nei lager nazisti

la scrittura, piacevole, precisa, quasi da scenografia, descrive un mondo dove non ci sono speranze per il singolo – dove uomini e donne soccombono tutti nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, economica ed affettiva

“Da bambino, Yves aveva trascorso a Hendaye le vacanze più belle della sua vita. Aveva assaporato giornate intense e dorate come frutti maturati sotto un sole che, al suo sguardo incantato, appariva luminoso come doveva essere al momento della creazione. Poco a poco, l’universo doveva aver perso i suoi colori vivaci, e anche il vecchio sole era più spento”

“…sabato, un pomeriggio di gesti amorosi, di silenzi, la maschera assorta, cattiva dell’uomo che possiede l’amante come bevesse un bicchiere di vino, solo per se stesso… Era poco, così poco…monotonia, noia, inquietudine, tristezza, ondate di dolore acuto, e poi, di nuovo noia, inquietudine… così poco, così poca gioia…”

“quei momenti capiva chiaramente perché ci si sposa… per avere “questo”, una presenza, un frusciare di gonne, qualcuno a cui raccontare cose insignificanti, qualcuno da rimproverare senza motivo quando si è di cattivo umore, qualcuno che è lì anche se si rimane in silenzio.”

“Non lo giudicava più. Aveva sempre provato per lui quel sentimento d’incomprensione mista a un rispetto superstizioso che è l’essenza dell’amore della donna verso l’uomo.”

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