chi ti credi di essere?

covernon avevo letto nulla del recente nobel della letteratura alice munro e ho deciso di iniziare a colmare il buco – ho trovato il libro, proposto da amazon, molto ben scritto e pieno di dolore

viene seguita la vita della protagonista rose, dall’infanzia povera e infelice, fino all’età adulta, scavando nella sua vita interiore con precisione tipicamente femminile – mi ha colpito il modo di introdurre i personaggi: appaiono all’inizio di sfuggita, quasi per caso, e poco alla volta si conquistano la scena, magari solo per qualche pagina

l’emancipazione progressiva di rose, che passa per una faticosa esperienza scolastica e un soffocante matrimonio, sembra via via arieggiare anche il romanzo, allontanando i protagonisti dei primi capitoli, una sorta di spoon river in salsa canadese, triste e maledetta

verso la fine il libro si sfarina, il passato ritorna, vite e tempi si confondono, come a significare che le vite, quelle vite, sono un tutt’uno, che la vita di tutti è una sola

” … quel momento i suoi sentimenti erano sotto shock, vulnerabili e, benché ancora non lo sapesse, stavano già cominciando ad appassire accartocciandosi ai bordi.”

“Quando pensava a West Hanratty in tempo di guerra e negli anni precedenti, Rose trovava i due periodi talmente lontani tra loro che aveva l’impressione che si fosse utilizzato un sistema di illuminazione diverso o che, pur essendo le foto impresse su una stessa pellicola, la stampa fosse poi stata sviluppata con due procedimenti, sicché in un caso le immagini risultavano nitide, precise nei contorni e convenzionali, mentre nell’altro erano buie, sgranate, arcane e poco chiare.”

“Eppure, agli occhi di Anna, quel castello violento di errori e di equivoci che per chiunque sarebbe stato meglio demolire una volta per tutte, rappresentava il tessuto vero della vita, di un padre e di una madre, di un’origine e di un riparo. Che fregatura, pensava Rose, che fregatura per tutti. Veniamo da unioni che in sé non hanno un’oncia di quanto pensiamo di meritare.”

“I percorsi dei treni, per quanto pericolosi, le erano sempre sembrati molto sicuri. Al contrario, gli aerei potevano da un momento all’altro restare atterriti da quanto stavano facendo e affondare nel vuoto senza un solo gemito.”

“Persone, luoghi e svaghi ottenevano e perdevano il suo favore altrettanto repentinamente. Con l’età tali inversioni di rotta si erano fatte solo più frequenti e radicali.”

 

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