genesi

2011-settembre-musicaNel romanzo The Once and Future King, di T.H. White, un tasso racconta una parabola sull’origine degli animali. Dio, dice, creò tutti gli animali come embrioni e chiamò ciascuno davanti al suo trono, e gli offrì di aggiungere alla sua anatomia tutto ciò che desiderava. Tutti optarono per caratteristiche adulte specializzate: il leone per artigli e denti acuminati, il cervo per le corna e gli zoccoli. L’embrione umano avanzò per ultimo e disse: «Col Vostro permesso, Signore, penso che mi avete fatto nella forma che ho ora per le ragioni che Voi conoscete meglio e che sarebbe insolente cambiare. Se ho da scegliere, voglio stare come sono. Non altererò nessuna delle parti che mi avete dato… Rimarrò per tutta la vita un embrione indifeso e farò del mio meglio per farmi qualche fragile attrezzo con il legno, il ferro e l’altro materiale che Voi avete ritenuto opportuno di pormi davanti». «Benfatto» esclamò il Creatore con un tono di gioia. «Qui, voi tutti embrioni, venite qui con i vostri becchi e le vostre bazzecole a vedere il Nostro primo Uomo. È l’unico che ha indovinato il nostro enigma… Quanto a te, Uomo… sembrerai un embrione fino a quando ti seppelliranno, ma tutti gli altri saranno embrioni davanti al tuo potere. Eternamente sottosviluppato, rimarrai sempre in potenza nella Nostra immagine, capace di vedere qualcuna delle Nostre pene e di provare qualcuna delle Nostre gioie. Siamo in parte spiacenti per te, Uomo, ma in parte pieni di speranza. Va’, allora, e fa’ del tuo meglio.»

(a proposito di neotenia, citato in Intelligenza e pregiudizio di Stephen Jay Gould)

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